Italia, Insigne rilancia: “A disposizione per il nuovo corso. Ora voglio lo scudetto”

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Insigne è stato uno dei giocatori più discussi di questi ultimi sfortunati mesi azzurri. Da settembre in poi, dalla sfida del Bernabeu con la Spagna che ha sancito l’inizio della fine per Ventura, il numero 10 azzurro è stato al centro dell’attenzione mediatica per il suo scarso o errato utilizzo. Esterno alto nel 4-2-4, costretto a fare tutta la fascia, il gioiellino del Napoli non ha potuto dare il giusto supporto all’undici di Ventura che, da parte sua, nelle due sfide più importanti da allenatore della Nazionale, gli ha concesso concesso solo uno spezzone di partita nella gara d’andata in Svezia. È andata peggio nel ritorno di San Siro. Escluso dall’undici titolare, Insigne non è nemmeno subentrato tra la rabbia e lo stupore generali come quello di De Rossi esternato davanti alle telecamere.

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Archiviata  questa sfortunata esperienza con la Nazionale, Insigne ha schivato ogni polemica verso l’ex tecnico del Torino: «Io ho sempre detto che accettavo le scelte dell’allenatore e va bene così, non ho nessun rimpianto. Era una partita da vincere a tutti i costi, per il c.t. erano quelle le scelte giuste e io ho accettato, perché con la maglia della nazionale si accettano. Peccato che sia andata male». Insigne non si è tirato indietro nemmeno di fronte a un ruolo di nuovo possibile leader dell’Italia nel futuro. Con Buffon, De Rossi e Barzagli che hanno annunciato l’addio, con Bonucci e Chiellini prossimi a lasciare il passo a Caldara, Rugani ecc, il talento campano può diventare il nuovo simbolo della Nazionale che verrà: «Se sono disposto a prendere il testimone del veterani? Io mi metto sempre a disposizione. Se avrò questo compito spero di essere all’altezza e di portare l’Italia sempre più in alto». Per poi chiudere chiedendo scusa ad una nazione che dovrà aspettare 5 anni per vedere la propria squadra ai Mondiali, nessuno pensava potesse ripetersi il ’58. «Dispiace non andare ai Mondiali. Ci abbiamo messo l’anima fino alla fine. Chiediamo scusa all’Italia, ci rifaremo la prossima volta».

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Ora testa al Napoli. Il prossimo turno il calendario pone di fronte ai partenopei il Milan di Montella in difficoltà, una sfida da non sottovalutare. Gli uomini di Sarri lo sanno. Dopo il pareggio di Verona con il Chievo la classifica è cortissima e difendere il primato sarà difficile. Quest’anno come non mai però, dalle parti del Vesuvio e dintori, si respira un’aria diversa e c’è la sensazione che possa essere davvero l’anno buono per il Tricolore che manca da quasi un ventennio dai tempi, indimenticabili, di Maradona. Anche Insigne non si è nascosto e promettendo una rivincita dopo questa brutta parentesi in Nazionale, ha parlato apertamente di Scudetto: «Faremo di tutto per festeggiare a maggio con il Napoli».

Nel Napoli di Sarri, Insigne ritroverà spazio e il ruolo giusto per lui, nel 4-3-3 con Mertens e Callejon, con un sistema di gioco spettacolare e apprezzato dagli addetti ai lavori di tutta Europa, in primis da Guardiola che ha speso belle parole per gli azzurri nel doppio confronto di Champions League vinto dal suo Manchester City.

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