Lucescu, frecciata al Milan: “Calhanoglu non è adatto alla serie A”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Lucescu

Lucescu, che frecciata al Milan

Lucescu, frecciata al Milan. Ha allenato per tanti anni in serie A sulle panchina di Brescia e Inter, oggi fa il selezionatore della nazionale turca. Mircea Lucescu quindi conosce molto Hakan Calhanoglu. L’ex Bayer Leverkusen è uno degli uomini più discussi della squadra di Montella. L’allenatore del Milan lo riempie di elogi, ma in campo il turco sembra ancora un pesce fuor d’acqua. Lucescu ha un’idea chiara su Calhanoglu:”Il suo problema è stato scegliere il numero 10: lui è un 8, voi italiani quando vedete il 10 vi aspettate sempre Platini. Hakan era perfetto per la Bundesliga, dove poteva sfruttare grandi spazi, ma in Italia contro le difese chiuse non ha la giocata per cavarsela nello stretto. Ha qualità, ma la squadra non lo aiuta. Sono tutti nuovi, giocano male, vedo confusione”. Effettivamente Calhanoglu non sembra ancora ben integrato nel campionato italiano. Non molto tempo fa il fantasista rossonero aveva manifestato anche qualche problema con la lingua.

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Lucescu ha ragione su Calhanoglu?

Le parole di Lucescu aumentano i dubbi sulle reali potenzialità di Calhanoglu. Il turco ha certamente delle qualità importanti, soprattutto balistiche. Certo le differenze tra il campionato tedesco e quello italiano sono abissali. In Germania ci sono molti più spazi, dove il turco può sprigionare facilmente la sua velocità. E’ ancora presto per bollare l’ex Bayer Leverkusen come bidone. L’andamento del Milan di questo inizio di stagione non ha certamente aiutato Calhanoglu ad inserirsi al meglio. “Gli manca un gol davanti a 80mila spettatori“, così Montella alla vigilia di Milan-Juventus. Calhanoglu non ha segnato in quella partita, ha segnato solo contro Austria Vienna e Chievo. Già da stasera contro il Sassuolo Montella si augura che il talento del turco con il numero dieci venga definitivamente fuori. Vedremo nel tempo se Lucescu abbia avuto ragione o se magari ha dato un giudizio troppo affrettato su un ragazzo di 23 anni.

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