Milan, gli equilibri precari di Bonucci e Montella

Pubblicato il autore: Mattia Emili Segui
milan, bonucci e montella

Milan, Bonucci e Montella in equilibrio precario

Stagione finora molto deludente per il Milan, undicesimo in classifica in Serie A e reduce dall’insipido pareggio interno di ieri contro il Genoa. La squadra di Montella, sempre più in discussione dopo le recenti prestazioni, non vince in campionato da un mese, da un 2-0 maturato a San Siro contro la Spal lo scorso 20 settembre. In assoluto i rossoneri non colgono i tre punti dal pirotecnico 3-2 contro il modesto Rjieka in Europa League, partita riaperta in due minuti a causa di clamorosi errori difensivi e vinta soltanto nel recupero grazie al gol del giovanissimo Patrick Cutrone, l’unica nota lieta di questa prima stagione dell’era post Berlusconi. Ieri contro il Genoa Montella ha schierato una formazione a trazione molto offensiva, con la difesa a 3 composta a sopresa da Zapata e Rodriguez a proteggere i fianchi a Bonucci, che poi si rivelerà il protagonista in negativo della giornata. Fuori due titolari come Romagnoli e Musacchio, scelta dettata un pò dal turnover (giovedì il Milan ha giocato in Coppa e mercoledì ci sarà il turno infrasettimanale), un pò dal periodo di appannamento della retroguardia rossonera. A centrocampo Kessiè e Biglia con il compito di bloccare il gioco avversario e di rifornire le punte, con Bonaventura e Borini, due dalle ottime doti offensive, a fungere da esterni fluidificanti. In avanti viene ancora una volta bocciato Andrè Silva, l’acquisto più costoso del calciomercato e capocannoniere di Europa League; a supporto dell’unico centravanti Kalinic vengono schierati Calhanoglu e Suso, che finora si erano alternati nel ruolo di trequartista.

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Milan, Bonucci perde la testa (e la fascia?)

A complicare tutti i piani del tecnico napoletano ci ha pensato l’espulsione di capitan Bonucci dopo 25 minuti: il difensore alza troppo il gomito durante una bagarre in area su un calcio piazzato e ‘apre’ il volto a Rosi. Per l’ex juventino è l’apice del suo periodo negativo e forse il punto più basso della sua recente carriera. Sintomo di grande nervosismo, per uno che invece avrebbe il compito di dare l’esempio ai propri compagni e di trascinarli in momenti difficili come questi. Voci di corridoio parlano di un’eventualità che Bonucci possa sventirsi della fascia da capitano, apposta al braccio fin troppo presto guardano un attimo il suo passato. Colui che ha rappresentato una delle bandiere di una grande rivale avrebbe forse potuto attendere che l’investitura di leader fosse stata legittimata dalle prestazioni e dal carattere mostrato in campo, piuttosto che come una cosa che gli spettasse di diritto dalla sola firma del contratto.

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Crisi Milan, Montella in bilico: Conte sullo sfondo

Tornando alla partita, il Milan in 10 cerca comunque di fare la partita, ma senza mai creare grandi pericoli verso la porta difesa da Perin. Dall’altra parte il Genoa non fa pesare la superiorià numerica e si rende pericoloso soltanto in due occasioni, nelle quali prima Bertolacci, poi Lapadula, sfiorano il gol dell’ex che avrebbe rappresentato un’ulteriore beffa e affossato definitivamente l’umore dei tifosi e la posizione di Montella. La situazione per il Milan è molto complicata, ma non del tutto impronosticabile: la squadra sulla carta titolare è composta da 8-9 elementi nuovi e chi segue il calcio sa perfettamente che spesso uno più uno non fa necessariamente due. I milioni spesi sul mercato sono stati tanti, ma per mettere in piedi una squadra degna di essere chiamata tale serve tempo, oltre alla capacità di trovare le pedine giuste. La posizione di Montella è altrettanto in bilico, sul ciglio di quell’equilibrio che insieme a Bonucci avrebbero dovuto spostare dalla propria parte. Avrebbe pochissimo senso cambiare la guida tecnica, visto che chiunque dovesse sedersi ora sulla panchina rossonera dovrebbe ripartire da capo, o quasi. Il progetto della nuova proprietà cinese è stato volutamente accelerato questa estate, ma rimane comunque di medio-lungo termine. E’ chiaro però che se non ci dovesse essere una reazione nelle prossime uscite, la posizione dell’allenatore potrebbe seriamente vacillare. La strategia dei cinesi è comunque già proiettata in un futuro che un nome e un cognome: Antonio Conte.

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