Milan, il Voluntary Agreement rischia la bocciatura. Ecco le possibili conseguenze

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

Milan
La società rossonera si prepara a ricevere un nuovo attacco da parte della stampa internazionale: infatti, neanche il tempo di digerire il duro colpo dei giorni scorsi ad opera del New York Times, che oggi il quotidiano spagnolo Marca lancia un’indiscrezione secondo la quale pare che in ambito Uefa siano stati espressi pareri contrastanti riguardo la richiesta di “voluntary agreement” presentata dal Milan due settimane or sono a Nyon.

Milan-Voluntary Agreement, le possibili conseguenze su un’eventuale bocciatura

Stando all’indiscrezione di Marca, il Financial Body del fairplay finanziario non sembrerebbe convinto dal piano illustrato dai dirigenti del Milan. In particolare a preoccupare i commissari Uefa sarebbe la difficoltà di dimostrare l’esistenza di una robusta solidità finanziaria, capace di giustificare alcune operazioni particolarmente onerose, quali ad esempio l’acquisto della società per 740 milioni di euro, con i comprensivi 220 milioni di debiti, e la successiva campagna acquisti chiusa a quasi 240 milioni di spese. Considerata questa effettiva mancanza di giustificazioni in merito, risulta allo stato altamente pericoloso il successivo piano di ricavi, che dovrebbe basarsi, secondo le affermazioni dei dirigenti del Milan, sui risultati sportivi, primo dei quali la qualificazione in Champions Leaguecon il lauto compenso che ne deriva. Alla stregua tutto questo non convincerebbe la Uefa, secondo quanto riportato dal predetto quotidiano. Sulla base di queste considerazioni, il “pomo della discordia” sarebbe il passaggio di proprietà che nei fatti avrebbe determinato la totale assenza di certezze sulla solidità economica della stessa società.

La principale conseguenza sarebbe giocoforza la bocciatura della richiesta di “voluntary agreement”: sulla base di questa plausibile decisione, il Marca prevede addirittura come sanzione la pena massima della esclusione dalle coppe europee, prevista per le fattispecie legate al fairplay finanziario, che sarà irrogata nella prossima primavera dagli organi della giustizia sportiva europea.
In realtà, ciò che ha spinto la Uefa alla massima prudenza, è stato essenzialmente il pessimo avvio di campionato del Milan, che avrebbe costretto i vertici del calcio europeo ad una rivisitazione del piano di rientro del club rossonero: in effetti, la mancata qualificazione alla prossima Champions League potrebbe determinare seri problemi economico/finanziari che nella circostanza erano alla base del predetto piano.

Ultima nota di rilievo, di certo non meno importante, è che il Financial Body ha valutato positivamente la presenza di un rappresentante di Milan China, nella figura di Marcus Kam, che dimostra l’avvio da parte del club rossonero alle attività in Estremo Oriente.

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