Milan, Montella in confusione: rossoneri battuti anche a Napoli

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Montella

Milan, altra sconfitta per Montella

Milan, altra sconfitta per Montella. I numeri prima di tutto: sesta sconfitta su tredici giornate di campionato, meno 11 punti dalla zona Champions League, ottavo attacco della serie A, Kalinic-André Silva- Cutrone che hanno segnato un terzo dei gol del solo Immobile. La sconfitta per 2-1 contro il Napoli al San Paolo riapre di processi in casa Milan. Sul banco degli imputati ancora Vincenzo Montella. L’allenatore rossonero, ancora una volta, ha mischiato le carte al cospetto del Napoli di Maurizio Sarri. Bonucci e compagni si sono presentati contro la capolista con un 3-5-1-1 apparso piuttosto approssimativo. Schema che si trasformava in un 4-3-2-1 a seconda delle fasi di gioco. Molte le cose che non hanno convinto nella serata napoletana. Innanzitutto il ruolo degli esterni. Borini a destra ha fatto il terzino finendo spesso nella morsa di Insigne e Mario Rui. Bonaventura,  schierato come esterno puro a sinistra, si è quasi subito intristito non trovando mai la giocata giusta.

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In mezzo l’unico che ha provato a dare delle geometrie è stato Locatelli, mentre Montolivo e Kessié sono apparsi piuttosto approssimativi. Ma il vero problema del Milan al San Paolo è stato l’attacco. Suso è stato estromesso nel primo tempo da una ginocchiata malandrina di Mario Rui. Lo spagnolo aveva creato più di un pericolo sulla fascia destra, ma poi si è dovuto arrendere a fine prime tempo. Kalinic si impegna, ma non ha quasi mai concluso dalla porta di Reina. I 38 milioni di euro spesi in estate per André Silva sono ancora in cerca di giustificazione. Il portoghese ha qualità tecniche, ma di tiri in porta neanche a parlarne. Nel finale è arrivato il gol di Romagnoli, ma ormai era troppo tardi. Sei sconfitte su tredici giornate, non certo preventivabile a inizio campionato.

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Milan, quante colpe ha Montella?

Tredici giornate di campionato, quattro di Europa League più i preliminari estivi e il Milan non ha ancora un undici base. Impietoso se si fa il confronto con il Napoli che da tre anni ha ormai una formazione-base standard sui cui Sarri lavora giorno dopo giorno. Dal 4-3-3 estivo si è passati al 3-5-2, poi al 3-4-2-1. Tanti cambi, forse troppi. Nella passata stagione Montella aveva dato una precisa identità tecnico-tattica alla squadra rossonera. Bene o male il Milan dello scorso campionato aveva un suo volto ben definito.

Nella serie A 2017/2018 invece l’allenatore rossonero, dopo il lifting estivo, non ha ancora trovato l’alchimia giusta. La squadra prova a giocare, ma poi nei confronti con le più forti esce sempre sconfitta. “Dobbiamo migliorare negli ultimi 30 metri, abbiamo bisogno di tempo”, così Montella negli spogliatoi del San Paolo. I rossoneri non hanno sfigurato contro il Napoli, ma non hanno dato neanche l’impressione di poter fare il colpaccio. Gli azzurri hanno vinto la partita con due giocate, condite anche da un pizzico di fortuna. Il Milan di queste settimane non da l’impressione di poter azzannare la partita. Giovedì c’è l’appuntamento in Europa League contro l’Austria Vienna, domenica prossima il Torino dell’ex Mihajlovic. I tifosi rossoneri si augurano che Montella decida su quale sistema di gioco puntare e su quale undici base lavorare. Il tempo degli esperimenti è finito. Per davvero.

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