Milan oggi dall’Uefa per il Voluntary Agreement: le possibili sanzioni per i rossoneri

Pubblicato il autore: Antonio Battaglia Segui


Oggi il Milan gioca una partita importantissima per il suo futuro. Lo stadio è quello di Nyon, dove l’amministratore delegato Marco Fassone e il direttore esecutivo David Han Li incontreranno i massimi dirigenti della Uefa per discutere il Voluntary Agreement, un nuovo business plan di 150 pagine proposto per la prima volta proprio dai rossoneri e riguardante la volontà di coprire le spese dell’ultima campagna acquisti.

Che cosa è il Voluntary Agreement e quali sono i rischi per il Milan?

Il Voluntary Agreement è un patto in deroga alle norme dell’ormai famoso Fair Play Finanziario, introdotto nel 2009 dall’allora presidente dell’Uefa Michel Platini e ammodernato nel 2015 da Aleksander Ceferin.
Ed è proprio in questa sorta di “aggiornamento” del FPF che è stato aggiunto questo accordo volontario che permette, ad una società dal nuovo assetto, di derogare alla norma che prevede perdite non superiori ai 30 milioni negli ultimi 3 anni.
Il tutto, chiaramente, per stimolare gli investitori di tutto il mondo ad entrare nel ricco mondo del calcio.

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Ma il Voluntary Agreement non è a uso e consumo e di tutti, anzi per averlo a disposizione è necessario dare alcune garanzie all’Uefa. Garanzie che, a giugno, il Milan non è riuscito ad offrire e che presenterà invece oggi. Il piano è quello di assicurare all’Uefa la solidità sia in termini di business plan che di situazione bancaria. Infatti, la società rossonera dimostrerà la reale possibilità che arrivino 30/40 milioni entro giugno 2018, con un’entrata raddoppiata di due volte e mezzo al termine del piano quinquennale. Inoltre, l’accordo volontario del Milan prevede un piano A con la Champions, un piano B con l’Europa League e così via.

L’Uefa, dal canto suo, avrà tempo fino a Natale per decidere le sorti della società rossonera, anche se tutti attendono la risposta definitiva nella giornata di oggi.

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In caso di rifiuto del piano proposto da Fassone, si potrebbe passare da una situazione di voluntary a settlement agreement. Ciò significa che l’Uefa, avendo bisogno di eventuali controlli e, in attesa di un nuovo esame previsto per il prossimo gennaio/febbraio, virerebbe verso la sospensione del giudizio o, ipotesi più grave, un regime di patteggiamento con sanzioni: dunque, il Milan non si troverebbe più a proporre ma solo a mediare una tipologia di accordo prevista per tutti gli altri club finiti nelle morse della Uefa. Tutto ciò prevederebbe limiti alla rosa e al mercato, brusca riduzione del monte ingaggi e pesanti sanzioni economiche. Si parla, in tal senso, di un multa di 20 milioni, che l’attuale proprietà verosimilmente potrebbe chiedere di  dividere con la Fininvest di Silvio Berlusconi.

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Milan, capitolo Elliott: lavori in corso

Il Milan è impegnato anche in un altro importante frangente: il rifinanziamento del debito con il fondo statunitense Elliott. Infatti, il lavoro con le banche sembra essere arrivato a buon punto con la richiesta di un prestito più sostanzioso da ripagare in tempi lunghi, dal momento che, secondo la società, il valore della rosa è aumentato di qualche centinaia di milioni. È, inoltre, nei piani la richiesta di un aumento di capitale per 10/20 milioni.

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