Serie A, dov’è finito il campionato più bello del mondo?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Serie A

Serie A, dov’è lo spettacolo?

Serie A, l’unico divertimento è il Var. Equilibrio non è sempre sinonimo di spettacolo. Il campionato di serie A 2016/2017 è certamente, almeno fino ad ora, il più equilibrato degli ultimi anni. Napoli, Juventus, Inter e Roma probabilmente si contenderanno il titolo fino alle ultime giornate. La giornata appena trascorsa però ha confermato un aspetto preoccupante del calcio italiano, si gioca male. Di partite divertenti se ne vedono poche, pochissime. Gioco spezzettato, ancor di più dalla pur utilissima Var, tanto nervosismo e pochi gol. Tutto questo che va in controtendenza con il numero degli spettatori, che sono in aumento. Domenica a San Siro per Milan-Torino c’erano più di 50mila spettatori, a Marassi per Genoa-Roma c’era quasi il pienone, Dacia Arena piena per Udinese-Napoli. Tre partite in cui si sono segnati tre gol in tutto, con due rigori. Non molto meglio è andata in Lazio-Fiorentina, un gol su calcio piazzato e un altro rigore con l’aiuto del Var.

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Va a finire che le partite migliori sono tra le squadre meno blasonate, come Bologna-Sampdoria o Chievo-Spal. Il risultato in Italia regna sovrano, ma a pagarne le spese è lo spettacolo. Nella scorsa stagione Napoli e Roma giocavano un calcio divertente, con tanti gol fatti e qualcuno subito. Quest’anno gli azzurri sono molto più pratici, l’1-0 sta diventando consuetudine per gli uomini di Sarri. Di Francesco ha blindato la difesa, ma Dzeko non segna da 7 partite e questo vorrà pure dire qualcosa. L’Inter di Spalletti soffre, segna e vince. I nerazzurri sembrano in crescita. Di quelle delle prime la partita di Icardi e compagni a Cagliari è stata certamente la migliore. Il Milan è opaco. I rossoneri segnano con il contagocce, i fischi di tutto San Siro a Kalinic dicono tutto e anche di più. La Juventus dopo un primo tempo stentato ha poi rotto gli argini del Crotone della ripresa. Allegri sta cercando, faticosamente, la formula magica che non è ancora stata ritrovata. L’equilibrio c’è in serie A, per il divertimento passate più avanti.

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Serie A, i motivi del poco spettacolo in campo

L’importanza del risultato, il poco tempo per recuperare e i campi di gioco. Questi sono tre ragioni per spiegare il motivo del poco spettacolo del campionato di serie A. Non da ieri, non dall’anno scorso. Ormai sono anni che il calcio italiano produce un campionato poco divertente. Se anche Napoli e Roma giocano in modo più sparagnino allora c’è da capire cosa succede. Vincere innanzitutto. Giocare bene e non vincere non piace a nessuno in Italia. Il tifoso preferisce soffrire 90 minuti ma festeggiare poi la vittoria. Si gioca tanto, tantissimo. I giocatori si allenano poco, subiscono molti gravi infortuni e hanno sempre l’obbligo di dare il massimo. Infine lo stato dei nostri prati. Sarri si è lamentato per le condizioni del campo di Udine. Non è la prima volta che il tecnico partenopeo si lamenta dello stato del terreno di gioco. Basta dare un’occhiata ai campi italiani per capire che il problema è comune a molti altri impianti nostrani.

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Impietoso il paragone con gli stadi inglesi, tedeschi o spagnoli dove il pallone scorre come su di un tappeto del biliardo. Problemi, tanti che i nuovi vertici del calcio italiano dovranno affrontare. Il campionato italiano può e deve migliorare per essere al livello degli altri campionati europei. Un campionato dove si gioca male difficilmente partorisce una Nazionale vincente. Un campionato come quello di oggi partorisce un‘Italia che non si qualifica ai Mondiali e non fa un gol alla Svezia in 180 minuti. Ridateci il campionato più bello del mondo. Fate presto.

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