Bonaventura è tornato Jack di cuori, il Milan di Gattuso ringhia con il Bologna

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Bonaventura regala il primo sorriso a Gattuso. Il terzo tentativo è quello buono. Dopo la beffa di Benevento e la figuraccia contro il Rijeka, arriva la prima vittoria da allenatore del Milan per Rino Gattuso. Un successo contro il Bologna che arriva 81 giorni dopo l’ultima vittoria a San Siro per i rossoneri. Jack Bonaventura è stato l’uomo decisivo per i suoi, realizzando una doppietta. Tre gol in due partite per l’ex atalantino, rigenerato dopo un periodo buio. Sembra una vita fa la sostituzione con il Torino, con relativo litigio con Montella. Restituito al suo ruolo di mezzala, Bonaventura è tornato quello dell’anno scorso. Il Milan visto con il Bologna è una squadra che aveva bisogno di un successo come il pane, così come aveva ricordato Gattuso alla vigilia. L’allenatore rossonero è tornato alle origini, al 4-3-3 che era stato il modulo di riferimento per tutta la passata stagione.

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Chiaramente una vittoria non risolverà tutti i problemi di una squadra che continua a subire gol con troppa facilità. Ma Gattuso può sorridere per più di un aspetto. Kessié è in crescita, così come Bonucci. Positivo anche Montolivo, più in fase difensiva che in costruzione del gioco. Kalinic è andato meglio di altre volte, ma deve risolvere il suo complesso con San Siro. Suso è andato a corrente alternata, ma con il nuovo cambio di modulo il suo rendimento può solo migliorare. Prezioso Borini. L’ex Parma e Roma è partito come esterno d’attacco e ha chiuso come terzino destro. Proprio dal sui piede è partito il cross per la zuccata decisiva di Bonaventura. Maluccio Musacchio, l’impressione è che sarà Romagnoli il futuro partner di Bonucci. Positivo l’ingresso in campo di Cutrone, meno quello di André Silva. Il portoghese, come Calhanoglu, è sotto esame. Chi non ringhia ha vita corta nel Milan di Gattuso.

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Bonaventura decisivo, ora doppio impegno con il Verona

Il viso di Gattuso a fine partita tradiva tutta la tensione di un Milan-Bologna vissuto come una finale di Champions League dall’allenatore rossonero. Una vittoria utile per lavorare sull’autostima dei suoi, ma che non deve essere considerato certo un punto d’arrivo per la truppa milanista. Per i rossoneri ora c’è il doppio impegno contro il Verona. Prima a San Siro in Coppa Italia e poi in campionato al Bentegodi. Due partite da vincere, anche perché i successi sono la miglior medicina in attesa del mercato.

Una sessione invernale che potrebbe rivedere i rossoneri protagonisti. Con il ritorno al 4-3-3 la coperta di Gattuso  è corta sia a centrocampo che sugli esterni d’attacco. Non è un mistero che i dirigenti milanista stiano seguendo Jankto dell’Udinese. Altrettanto evidente che manca qualcosa sulle fasce d’attacco. Suso non può sempre risolvere le partite, mentre Borini ci mette tanta corsa ma non sempre qualità. Bonaventura sembra a suo agio nel ruolo di mezzala. C’è da risolvere il mistero Calhanoglu. Il turco fino ad ora è stato una sorta di oggetto misterioso. Vedremo se Gattuso saprà valorizzarlo e se dovrà chiedere a Fassone-Mirabelli di aprire di nuovo i cordoni della borsa. Verona due volte, Atalanta e Fiorentina, poi sarà di nuovo mercato. Ma Gattuso deve vincere per meritarsi i regali del nuovo anno.

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