Caceres-Padoin, lunga vita all’esultanza degli ex giocatori della Juventus

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Caceres-Padoin,
beata esultanza. Il calcio cambia, continua a cambiare ma una cosa resta: la legge dell’ex. Spietata e puntuale come le lenticchie nel cenone di capodanno. L’ultima giornata di andata del campionato di serie A ha dato un’ulteriore conferma di tale caso nel gioco più amato dagli italiani. Una moda di questi ultimi anni è reprimere la propria esultanza quando si gonfia la rete contro una ex squadra. “Segnare è un come un  orgasmo, non si può non esultare”, parole e musica di Pippo Inzaghi, uno che ha segnato ed esultato in faccia a tutto e tutti. Eppure molti giovanotti si sentono in dovere di abbassare la testa quando realizzano un gol contro una ex squadra. In un calcio che frulla tutti e che fa cambiare squadra ai giocatori come niente fosse il tutto risulta decisamente anacronistico. Se
Totti o Del Piero avessero segnato contro Roma o Juventus li avremmo capiti in caso di non esultanza, gli altri no.

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Fortunatamente ci sono sempre le eccezioni alle regole. La domenica appena trascorsa ha portato alla ribalta due vecchietti come Martin Caceres e Simone Padoin. I due hanno segnato ed esultato contro le loto ex squadre. Che Dio li benedica. I due ex juventini non si sono fatti prendere da fasulli rimorsi di coscienza e hanno urlato al mondo la loro gioia. Come non capirli. Padoin ha segnato un gol fondamentale per il Cagliari. Caceres aveva regalato il momentaneo pareggio del Verona contro la sua ex Juventus. Gol importantissimi, come tutti quelli che vengono realizzati. Altrimenti la domenica faremmo tutti altro per passare il tempo.

Caceres-Padoin l’eccezione, Pellegrini la regola

Se Caceres e Padoin non hanno frenato la loro esultanza dopo i gol segnati a Juventus e Atalanta, così non si può dire per Lorenzo Pellegrini. Il ragazzo nato e cresciuto nella Roma ha segnato il gol del momentaneo vantaggi contro il Sassuolo. Il giovane Pellegrini è stato neroverde nella passata stagione e ha preferito non mostrare troppa gioia per il gol realizzato contro i suoi ex compagni. Un gol che, purtroppo per i giallorossi, non è valso i tre punti. Il pareggio di Missiroli e le decisioni del Var hanno impedito alla truppa di Di Francesco di chiudere l’anno solare con una vittoria.

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Certamente Sassuolo è stata una tappa importante nella carriera di Pellegrini. Ma la Roma è il suo passato, il suo presente e il suo futuro. Magari quella giallorossa sarà l’unica maglia indossata in carriera da questa stagione in poi. Pellegrini potrebbe essere l’erede di Totti e De Rossi, insieme a Florenzi. Una romanità ben presente nella Trigoria di oggi. Quindi esultare per un gol nel proprio stadio non potrà mai essere un peccato. Certo, abbandonarsi a spogliarelli e balli discutibili non è il caso. Un sorriso a braccia alzate per i propri tifosi è il minimo quando si gonfia la rete. Caceres e Padoin non segneranno ancora tantissimi gol, Pellegrini ne segnerà molti ancora. Esultare per un gol lo abbiamo fatto tutti, da bambini al campetto. Perché crescendo dovremmo cambiare per salvare non si sa quali apparenze in un mondo con poca morale e multimilionario? Vallo a capire.

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