Gattuso sull’orlo del baratro, che errore cacciare Montella

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Gattuso

Gattuso è già sotto processo al Milan

Gattuso, l’incolpevole Rino sul banco degli imputati. Quattro partite, quattro punti. Due sconfitte consecutive contro Verona e Atalanta, con zero gol fatti e cinque subiti. Non se lo immaginava davvero così il Natale del Milan Gattuso quando ha sostituito Montella. Una sola vittoria in campionato, contro il Bologna, più quella in Coppa Italia contro le riserve del Verona. Troppo poco, davvero troppo poco. 24 punti in 18 partite, una media da salvezza e poco più. Il gol di Brignoli a Benevento ( unico punto raccolto dai campani fino ad ora) doveva far presagire a Gattuso che le cose non sarebbero andate per il meglio. Contro l’Atalanta si è visto una squadra spenta sotto tutti gli aspetti. Da quello tecnico a quello tattico, fino a quello fisico. Giocatori allo sbando, pubblico inferocito e fischi di fine partita che ormai sono diventati una triste consuetudine a San Siro. Gattuso e Mirabelli a fine partita si sono presi le colpe della disastrosa situazione in casa Milan. Ma non basta. Dopo la rovinosa caduta con il Verona l’amministratore delegato rossonero aveva ordinato di non fare più figuracce. Fassone è stato subito smentito contro l’Atalanta.

I nerazzurri di Gasperini hanno giocato una partita ordinata, colpendo a proprio piacimento. Cristante, ex spietato, ha approfittato dell’incertezza di Donnarumma. Ilicic ha chiuso i conti dopo una magia del Papu Gomez che ha lanciato Spinazzola nelle praterie rossonere. Un’imbarazzante superiorità quella mostrata a San Siro da un’Atalanta che è squadra sempre più matura. I nerazzurri hanno acquisito consapevolezza con le vittorie europee e si candidano ad un posto in Europa anche in questo campionato. Il Milan invece si lecca le ferite, dopo l’ennesima brutta sconfitta di questa stagione da incubo.

Gattuso-Montella, che errore il cambio tecnico

Gattuso-Montella, si stava meglio quando si stava meglio. Era arrivata in un momento inaspettato, l’esonero di Vincenzo Montella. Il cambio della guida tecnica al Milan non ha dato i frutti sperati. In cosa si sperava poi è un mistero tutto da risolvere. Con Montella la squadra sembrava dare qualche segnale di risveglio. Lo 0-0 con il Torino era stato figlio della sfortuna. Peraltro contro una squadra capace di eliminare la Roma dalla Coppa Italia. Con l’arrivo di Gattuso c’era stato qualche timido segnale di risveglio, ma poi di nuovo il buio. I giocatori sembrano smarriti. Lo specchio del Milan attuale è Ricardo Rodriguez. Lo svizzero era stato uno dei più positivi con Montella, oggi è la controfigura di sé stesso.

Dopo Seedorf e Inzaghi, ora tocca Gattuso. Un’altra bandiera rossonera sotto il fuoco incrociato. Evidentemente Fassone e Mirabelli non hanno fatto tesoro degli insegnamenti della storia recente del Milan. Il tutto mentre un altro ex rossonero, Massimo Oddo, con l‘Udinese raggiunge proprio la sua ex squadra in classifica. Tra tre giorni c’è il derby di Coppa Italia con l‘Inter, poi la trasferta contro la Fiorentina. Due partite che potrebbero disintegrare il Milan di Gattuso o farli rinascere dalle proprie ceneri. Ma al di là dell’esito di questi due incontri la verità è venuta a galla impietosa: non era colpa di Montella.

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