Mea culpa Gattuso:”Con il Benevento ho sbagliato anch’io, ora dobbiamo dare di più”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Gattuso fa mea culpa dopo Benevento

Gattuso, il day after di Benevento-Milan è molto amaro. Il giorno dopo la grande beffa firmata Brignoli in casa rossonera si cerca di ripartire e dimenticare la maledetta domenica in terra sannita. E’ l’allenatore rossonero a metterci la faccia e a parlare ai microfoni di MilanTV.Non si è dormito per il dispiacere, non si è dormito perchè ho rivisto la partita e abbiamo già iniziato a tagliare qualcosa. C’è tanta amarezza, anche con la consapevolezza che non abbiamo fatto una grandissima partita. Qualcosa di positivo c’è stato, ma siamo il Milan e dobbiamo dare di più”. Gattuso non si scoraggia dopo la prima partita sulla panchina rossonera:”Ho visto le facce incazzate, a cui brucia ancora. Abbiamo fatto un’ora e mezza di allenamento con giocatori che hanno dato tutto, anche chi ha giocato ha fatto un lavoro importante. Non mi aspettavo di trovare un gruppo con questa voglia. Vedendo come si allenano ho sensazioni positive, dobbiamo uscire presto da questa situazione”. 

Gattuso poi si è soffermato anche sulla prestazione di alcuni singoli con il Benevento:”Mi fa piacere che sia tornato al gol Kalinic e Bonaventura, ma anche la prestazione di Kessie. In questo momento abbiamo bisogno di tutti i giocatori in rosa. Abbiamo provato a fare qualcosa di nuovo, a tratti abbiamo fatto qualcosina di buono, ma dobbiamo sistemare tante cose”. Ringhio fa autocritica sui cambi:”Quando ho messo Zapata non vorrei che i ragazzi l’abbiano interpretato come un segnale di paura. Avrei potuto fare scelte, ma magari avremmo subito lo stesso il gol”. Oggi Gattuso ha radunato tutte le componenti di Milanello, compreso il diesse Mirabelli, un segnale di compattezza per uscire da questo momento difficile. L’ennesimo di questi anni tribolati rossoneri.

Gattuso e una sola medicina per il Milan: vincere

Gattuso sa benissimo che l’unico rimedio per i momenti di crisi nel calcio è la vittoria. Il Milan di questa stagione ha vinto 10 partite sulle 20 disputate, troppo poco per far aumentare l’autostima dei giocatori. Un gruppo che sembra impaurito e che si scioglie alla prima difficoltà. Come ricordato da Ringhio qualche segnale di ripresa c’è stato a Benevento come il ritorno al gol di Kalinic e Bonaventura. Ma non basta. C’è bisogno del miglior Suso, di un centrocampo più dinamico e di una difesa meno distratta. Tutti aspetti migliorabili con il tempo e il lavoro.

Aumentano però i dubbi sui difetti di fabbricazione di questo Milan. I nuovi acquisti continuano a deludere. Biglia sembra un pesce fuor d’acqua, per Calhanoglu già si parla di cessione a gennaio, Borini può essere un buon rincalzo, Musacchio sembra non digerire la difesa a tre, André Silva continua ad essere una specie di oggetto misterioso. Il solo Rodriguez sta avendo un rendimento accettabile, mentre Kessié sembra in crescita dopo un momento di appannamento. Tanti problemi e poco tempo per Gattuso. Giovedì si torna in campo in Europa League contro il Rijeka. Un match inutile ai fini della qualificazione, ma che diventa tremendamente importante dal momento del gol di Brignoli.

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