Milan, caso Donnarumma: c’è solo un modo per ricucire il rapporto con i tifosi

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui

gigio donnarumma

Quando le ragioni dell’utile si scontrano con i richiami del sentimento, ogni scelta diventa difficile e sofferta. Se lo è ordinariamente, a maggior ragione lo è per un ragazzo di diciotto anni, alle prese con “problemi” ben più grandi di lui. Il momento di Gigio Donnarumma si spiega così, nel dramma interiore di dover prendere una decisione autonoma e di non poterla assumere, con la dovuta serenità, in ragione delle spinte e delle controspinte che (interessatamente) si muovono attorno a lui.

Milan-Donnarumma, i tifosi chiedono chiarezza

Donnarumma è un enorme talento nel calcio, ma non lo è nella vita. Non gli si può farne una colpa, vista la giovane età. Massima comprensione, dunque. L’incapacità di reagire dinanzi alla gogna mediatica messa in scena da gente sgamata si legge tutta nella sua dolorosa incertezza, nelle sue stesse contraddizioni. Donnarumma, però, ha il dovere di trovare in sé la forza di comprendere la reazione dei tifosi rossoneri, delusi e timorosi dall’idea di dover perdere quella che, fino a qualche mese fa, era destinata a diventare “la nuova bandiera rossonera”, il vessillo, l’immagine, l’emblema da cui ripartire per rifare grande il Milan.

Come dare torto a quei tifosi che, dopo avere assistito a numerose dichiarazioni d’amore da parte del diretto interessato, hanno dovuto ingoiare il rospo della supposta “violenza morale”, che tanto male ha fatto alla reputazione societaria? L’ambiente reclama chiarezza. A giusta ragione. E chiarezza vuol dire determinarsi in una scelta: Raiola o il Milan; ovvero, la ragione dell’utile (peraltro, già abbondantemente soddisfatta) o il richiamo del sentimento (che richiede coerenza e impegno). La risposta che Gigio ha dato su Instagram, dove afferma di non “aver mai detto né scritto di aver subito violenza morale”, è francamente debole. Troppo poco, per chi pretende limpidezza di comportamenti. Un passo in avanti, invece, per i più ottimisti. Su tutta la vicenda pesano un ingaggio da top player (e top player Donnarumma ancora non lo è), l’acquisto di un fratello conosciuto più per la fama di Gigio che per le sue doti in campo e le commissioni faraoniche per un procuratore, diciamolo pure, spregiudicato.

Donnarumma, i tifosi lo perdonerebbero solo se…

Nella vita, ricucire rapporti che appaiono definitivamente compromessi è, spesso, più facile del previsto. A condizione che si facciano delle scelte. E, nel caso di Gigio, l’unica scelta che i tifosi accoglierebbero con gioia sarebbe quella di un divorzio da Mino Raiola, che al momento rappresenta la parte centrale del suo dramma. Soddisfatta la ragione, i tifosi chiedono che prevalgano sentimento, passione, attaccamento alla maglia. Sorrisi e, semmai, pianti di gioia.

Solo così sarebbe possibile azzerare quanto successo e spazzare via, definitivamente, la paura – da parte dei tifosi milanisti – di perdere uno dei più grandi talenti che il calcio italiano abbia mai avuto.

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