Milan, Gattuso non ringhia a Benevento: solo le coppe possono salvare i rossoneri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gattuso non ringhia, è Psycho-Milan a Benevento. La stagione dei sogni sta diventando la stagione degli incubi per il Milan. Il gol di Brignoli ha aperto l’ennesima crisi in casa rossonera. Non poteva cominciare nel modo peggiore l’era Gattuso sulla panchina del Milan. Una squadra in netta difficoltà psicologica che non avrebbe meritato di vincere contro i volenterosi ragazzi di De Zerbi. A dirla tutta il Benevento avrebbe meritato qualche punto in più. Dall’arrivo in panchina del nuovo tecnico qualcosa era già cambiato. Il Milan è andato due volte in vantaggio e non ha saputo portare a casa i tre punti contro l’ultima della classe. Un pareggio che fa sprofondare i rossoneri a meno 18 dalla capolista Inter e a meno 11 dalla zona Champions League. Una situazione di classifica ampiamente compromessa che forse può essere solo salvata dalle coppe. A questo punto la Coppa Italia e l’Europa League diventano obiettivi primari per il Milan di questa stagione.

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Eppure qualche segnale positivo per i rossoneri al Ciro Vigorito era arrivato. Un Bonaventura ritrovato, gol e assist per l’ex atalantino, e la fine dell’astinenza di Kalinic. Il croato non segnava in campionato dalla fine di ottobre. Poi però sono riapparsi i fantasmi. L’espulsione di Romagnoli, subito dopo l’ingresso in campo di un Biglia evidentemente non in condizione. In quella situazione sarebbe stato più utile Locatelli. Anche l’ingresso di Abate, al posto di un impalpabile Borini, è stato negativo. Il terzino di origine irpine ha infatti commesso il fallo da cui è scaturita la punizione per la testata vincente di Brignoli. L’incubo rossonero continua.

Cosa può fare Gattuso per uscire dall’incubo rossonero?

Pochi giorni e una partita non bastano certo a buttare la croce addosso a Rino Gattuso. Il neo tecnico del Milan dovrà essere giudicato più in là, dopo un po’ di tempo e partite in più. Però con il Benevento qualche scelta di Ringhio ha lasciato perplessi. La scelta di Musacchio innanzitutto, al posto di un Zapata molto positivo nell’ultimo periodo. L’argentino sembra in difficoltà con la difesa tre, anche ieri a Benevento ha confermato questi limiti. Il cambio Montolivo-Biglia non ha convinto. L’argentino non è in buone condizioni e si vede, sarebbe stato meglio inserire Locatelli.

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Al di là di schemi e uomini Gattuso dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi giocatori. Anche ieri i rossoneri sono andati in difficoltà contro la maggior aggressività di una squadra che fino a ieri aveva zero punti. Anche Mirabelli e Fassone dovranno farsi un esame di coscienza. Loro due hanno comprato questi giocatori, loro hanno confermato Montella, loro hanno deciso il suo esonero, loro hanno scelto Gattuso per invertire una rotta. Una nave, quella rossonera, che sta navigando a vista da troppo tempo. Le illusione estive (peraltro continuamente offuscate da indiscrezioni sul futuro della dirigenza cinese ormai divenuta oggetto di dileggio) sono durate lo spazio di qualche partita. Oggi il Milan ha 11 in meno rispetto all’anno scorso, vede lontana anche la zona Europa League. Ora c’è l’inutile partita con il Rijeka in Europa League e il Bologna di Donadoni in campionato. Gattuso dovrà indossare i panni dell’esorcista per far uscire il diavolo dalla crisi. Auguri.

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