Napoli, la vittoria di Bergamo una prova di maturità

Pubblicato il autore: teros Segui


Il Napoli espugna anche l’ostico fortino dell’Atalanta e respinge il potenziale assalto alla vetta della classifica da parte della Juventus ( impegnata stasera nel “monday night” contro il Genoa), proprio nella giornata in cui il calendario sembrava favorire i bianconeri in rampa di lancio per un possibile sorpasso alla capolista, potendo beneficiare di un turno casalingo meno impegnativo della trasferta riservata ai partenopei.
Invece gli azzurri hanno confermato lo straordinario ruolino di marcia tenuto nelle gare disputate lontano dalle mura amiche del S. Paolo ( 24 match senza sconfitte, con 21 vittorie e 3 pareggi), ridimensionando i numeri della cabala e le velleità della squadra orobica, divenuta quasi una tradizionale bestia nera della formazione di Sarri, dopo la doppia sconfitta, patita nello scorso campionato e la recente eliminazione subita nei quarti di Coppa Italia.

I segnali che provengono dalla gara di Bergamo appaiono decisamente incoraggianti per le prospettiva future della squadra di De Laurentiis, che ha superato con merito uno degli ostacoli più duri che si frapponevano sul percorso, comunque ancora lungo, che separano l’11 partenopeo dalla prestigiosa conquista del titolo.
Il risultato pieno è stato peraltro ottenuto su un terreno di gioco ad elevato coefficiente di difficoltà, dove tutte le grandi ( ad eccezione della Roma, che è passata non senza un pizzico di buona sorte) sono state bloccate dalla formazione di Gasperini.

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Gli azzurri hanno condotto una gara tatticamente accorta in cui, nella prima frazione di gioco, hanno controllato il gioco, senza rischiare, curando soprattutto di contenere la mediana “muscolare” degli orobici, che mirava ad anemizzare le fonti di gioco del Napoli con aggressive marcature ad uomo, specie su Jorginho.
Nella ripresa, quando il ritmo dei “mastini” bergamaschi è necessariamente calato, la squadra di Sarri ha imposto la sua superiorità tecnico-tattica, costruendo almeno quattro limpide palle gol, attraverso le consuete improvvise verticalizzazioni .E’stato un Napoli, forse meno spettacolare del solito, ma senz’altro di grande solidità e concretezza, consapevole della sua forza, che ha gestito la partita con maturità e mentalità da grande squadra, capace di affondare il colpo al momento opportuno e di erigere un’insormontabile barriera difensiva a difesa del risultato.

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Ed è proprio questa la connotazione che differenzia la formazione di quest’anno dalla compagine della scorsa stagione, che entusiasmava le platee con pirotecniche trame di gioco, ma sprecava quantità industriali di palle gol e, soprattutto, difettava talvolta di concentrazione nelle fasi topiche del match, con una retroguardia troppo spesso preda di preoccupanti amnesie difensive.
Sarri, in estate, ha lavorato molto per perfezionare i meccanismi di copertura della sua linea a quattro ed ora sta raccogliendo i meritati frutti.Non è un caso che la difesa partenopea, dove continua a giganteggiare un immenso Koulibaly, risulti la meno perforata del campionato e le vittorie, come sostengono tutti i grandi tecnici ( Allegri compreso), si costruiscono proprio sull’impenetrabilità della propria retroguardia.

Altra nota positiva, di particolare valenza, è il ritorno al gol di Mertens, che ha interrotto un preoccupante digiuno, durato circa tre mesi. Il folletto belga è stato artefice di una prestazione eccellente, coronata , oltre che dal successo personale, anche da alcune straordinarie giocate che hanno consentito agli azzurri di sfiorare il raddoppio in più di un’occasione.
Diversi, dunque, sono gli elementi di valutazione che devono indurre Maurizio Sarri a previsioni ottimistiche sul prosieguo della stagione.
Un altro piccolo, ma significativo tassello, è stato aggiunto sulla costruzione della strada che avvicina lo scudetto all’ombra del Vesuvio.

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