Dybala, la Juve sta preparando in gran segreto la cessione?

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

La serie A non accenna a fermarsi, domani i big-match pomeridiani Roma-Lazio e Juventus-Napoli, e argomento della vigilia sono i migliori schieramenti che andranno a scegliere i rispettivi mister per aggiudicarsi la posta in palio.
Per quanto riguarda la gara prevista per le 18 di domani ancora fortemente incerta rimane la presenza di Dybala, anche se l’alto coefficiente di difficoltà dell’avversario fa propendere per considerare ovvia e larga la possibilità che la pretattica prenda il sopravvento mischiando un pò le carte e demistificando i possibili titolari da chi si accomoderà invece in panchina che ad onor del vero appaiono molto più confortevoli oggi rispetto a solo qualche anno fa.
Che la Joya sia della partita dal primo minuto o successivamente, subentrando in corso d’opera, è ormai del tutto evidente che la fragorosa esplosione di Federico Bernardeschi, apparso un altro giocatore rispetto solo a qualche mese fa, non remi nella direzione di un campionato da titolare fisso per il compagno di nazionale di Messi. Il talento ex viola ha mostrato una muscolarità superiore lasciandosi preferire anche per la fredda maestria nella lettura delle partite più avvezza a campioni di consumata esperienza più che appannaggio di un campione ancora in erba.

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Considerato poi che il prospetto in questione, italiano di nascita, in un’epoca così travagliata per le sorti del movimento nazionale, non può non godere di un tifo fazioso e inconsciamente parziale anche da parte di quella stampa notoriamente equidistante e autorevole. Se rinascono i campioni, visto che accade molto più raramente rispetto a solo 20 anni fa, bisogna fare in tutti i modi per privilegiarne lo sviluppo e l’affermazione. Evidente il cambio di ritmo che ha innestato il campione ex Fiorentina, ne è una diretta conseguenza il fatto che nel borsino di mister Allegri il suo nome compaia molto più spesso rispetto alla scorsa stagione quando capitava non di rado che venisse lasciato in panchina. D’altronde Paulo Dybala è reduce da una stagione, la precedente, ricca di gol e partite convincenti: 22 le reti segnate in campionato a fronte di 33 presenze che ne fanno una delle pedine più utilizzate della scorsa edizione della serie A.
Sensibilmente variata la situazione al principio di questa stagione: il fuoriclasse argentino sembra vivere una condizione non dissimile a quella più volte provata con la nazionale albiceleste, ossia quella di campione sprovvisto dell’etichetta del titolare fisso. Con la nazionale argentina, Paulo ha sommato ad oggi la miseria di 14 presenze (neanche tutte dal primo minuto) con zero gol all’attivo e addirittura una espulsione. Insomma un rapporto a tutti gli effetti nato non proprio con i favori degli astri per chi dalle letture del cielo trae ispirazioni o condizionamenti di sorta.

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In serie A destino analogo: la sua presenza ad oggi mai certa basti pensare che alle soglie di ottobre il calciatore di Laguna Larga ha bucato la porta avversaria solo in una occasione ossia nell’ultima vittoria casalinga contro il Bologna. Un inizio poco convincente soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Mister Allegri che non smette di sottolineare che il talento bianconero non gode di un eccellente condizione fisica, motivo per il quale gli viene ad oggi preferito Bernardeschi.
Utile evidenziare poi il consueto comportamento di Max Allegri rispetto ai giocatori che è chiamato a gestire in rosa. Al loro arrivo in genere l’ingresso nell’undici titolare è metabolizzato solo dopo mesi di presenze centellinate quando non si sia in presenza di un campione già affermato. Nelle annate successive, da perfetto aziendalista, tutela i singoli prospetti a tutti gli effetti patrimonio della società scongiurandone malumori e deprezzamenti mediante dichiarazioni lusinghiere e distensive, piano piano riconsiderando  le proprie idee di gioco, costruendo nuovi abiti su misura ad una Vecchia Signora che con i restyling del tecnico livornese riesce sempre a mantenersi giovane e desiderata. Nel frattempo, bocciando e sostituendo quei giocatori non più funzionali ai vernissage o non più all’altezza delle aspettative di crescita preventivata. Perchè se giochi nella Juve l’asticella si sposta costantemente verso l’alto. Il cinismo lungimirante della società si è più volte manifestato anche in epoca relativamente recente, quindi la possibilità che uno scenario del genere prenda corpo in Corso Galileo Ferraris appare meno utopico di quanto si pensi.Anche e soprattutto alla luce di un possibile ritorno di un giocatore molto gradito alla piazza: Paul Pogba.
Le panchine della Joya..anticamera di una possibile cessione?

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