Lazio, Acerbi: “Mi mancano i compagni e il calcio. Vorrei finire la carriera alla Lazio”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Il difensore della Lazio Francesco Acerbi, uno dei migliori del campionato per rendimento si è confessato in toto in una lunga diretta Instagram dove ha risposto a parecchie domande spaziando su vari argomenti: dalla quotidianità dell’emergenza Coronavirus, dall’attesa per la ripresa del campionato, dal futuro prossimo della formazione biancoceleste. Molti gli spunti interessanti ma allo stesso tempo divertenti; di seguito le sue parole.

Acerbi, il momento attuale

La cosa è lunga, credo sposteranno l’Europeo per finire i campionati. Dà fastidio che ancora non ci sia nulla di scritto. La nostra stagione? Speravo andasse così con questi giocatori, siamo una grande squadra, speriamo di riprendere presto. Mi mancano i compagni, il calcio, lo stare all’aria aperta”.

Acerbi, la quotidianità

“Sono solo e single. Come sia possibile che non abbia una ragazza? Non so, me lo dice anche mia madre. Forse perché penso troppo al calcio. Mi tengo in forma in questi giorni, bisogna farlo per la salute e per distrarsi. Vedo anche tanta tv. Poi faccio pesi, corsa, affondi, addominali. Insomma, seguiamo quello che ci dicono e appena possibile si tornerà a giocare. Parlare di Atalanta-Lazio è complicato, la zona di Bergamo è un disastro. Speriamo andrà tutto bene, ne sono sicuro”.

Acerbi, la Lazio

“Dietro abbiamo Radu che è una garanzia, Patric è migliorato molto, Luiz Felipe è giovane, ha qualità e può solo migliorare. Sono tutti bravi e danno il massimo. La Champions è il nostro obiettivo. Lo scudetto? Se vinciamo mi raso i capelli insieme ad Immobile perché le cose si fanno sempre in due. Luis Alberto? Meglio Ciro! No, scherzo, è fortissimo”.

Acerbi, malattia e futuro

“Sono rinato dopo aver battuto la malattia, mi sono sentito un leone. Ho capito il vero valore della vita. Da “grande” voglio fare l’allenatore, ci penso già da qualche anno. Finirei la carriera alla Lazio, ma vediamo di anno in anno. Da ragazzino facevo l’attaccante e il mio idolo era Weah. Il gol contro il Torino? Volevo tirare il pallone in Curva, invece è andato dentro. Non lo so manco io. Quali attaccanti ho sofferto? Direi Ibrahimovic, Higuain, Dzeko che sono veloci, tecnici e fisici”.

 

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