Rinvii, Serie A nel caos: tutti contro tutti, ma cosa sta succedendo?

Pubblicato il autore: Simone Gioia Segui

In queste ore se ne stanno sentendo di tutti i colori, con polemiche da parte degli attori protagonisti per i rinvii e con il grande assente sulla scena: il calcio giocato. Proviamo a riavvolgere il nastro e a ricostruire, da domenica scorsa ad oggi, quanto successo in questa rovente settimana.

Il rinvio di settimana scorsa voluto dal governo
E’ tarda sera, quando sabato scorso il Presidente del Consiglio, durante una conferenza stampa, su proposta del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, apre alla possibilità di fermare qualsiasi tipo di manifestazione sportiva nelle regioni colpite dal Coronavirus (Lombardia e Veneto). Il chiaro riferimento è al calcio, in particolare alla Serie A. Così, all’indomani, vengono sospese le 3 partite in programma nelle regioni colpite: Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari alle quali si aggiunge anche Torino-Parma (anche in Piemonte, vengono sospese tutte le attività sportive).

Le parole del Presidente Andrea Agnelli
Inizia la settimana di avvicinamento al match dell’anno: il Derby d’Italia, Juventus-Inter. Martedì scorso, il Presidente della Juventus Andrea Agnelli, ai microfoni di “Tutti Convocati” apre a qualsiasi tipo di soluzione circa la partita Juventus-Inter, purché venga tutelata “la salute pubblica”. Nello specifico, dichiara: “L’ordinanza del Piemonte vige fino a sabato. In questo momento la partita si svolgerebbe con il pubblico. Quello che ribadisco, è la posizione della società, è la tutela della salute pubblica, nel caso in cui si opterebbe per le porte chiuse. La stagione in questo momento diventa fondamentale”. Negli scorsi giorni, quindi, prende sempre più quota l’ipotesi porte chiuse per quelle partite che si sarebbero dovute giocate nelle zone dove sono stati accertati i casi di Coronavirus: Juventus-Inter, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e Udinese-Fiorentina.

La Lega Serie A rinvia le cinque partite a rischio
Venerdì, iniziano a circolare dei rumors sui principali quotidiani italiani circa la possibilità di rinvio del big match Juventus-Inter. Sabato mattina, il Corriere della Sera parla chiaramente di tentativo di rinvio da parte della Juventus per non perdere il potenziale cospicuo incasso della gara. Intorno alle 12, i rumors diventano ufficialità, e così, il comunicato ufficiale della Lega Serie A annuncia il rinvio delle cinque gare che si sarebbero dovute giocare a porte chiuse, indicando già la data di recupero per le suddette gare: mercoledì 13 maggio 2020.

Le polemiche: Marotta contro Dal Pino
Da questo momento in poi, inizia a circolare qualsiasi tipo di retroscena circa il rinvio. L’Inter, imbufalita dalla vicenda, tramite il suo A.D Beppe Marotta (prima ai microfoni di Sportmediaset e poi a quelli della RAI), decide di commentare la decisione presa dalla Lega : “Sono molto preoccupato per la prossima giornata di Serie A”. Dalle dichiarazioni di Marotta in poi, si scatena un vero e proprio boomerang, che coinvolge tutti gli attori della vicenda: allenatori (Gattuso, Liverani, Pioli, Inzaghi e altri), giornali e dirigenti. Se fino a ieri sera, nonostante le polemiche, il clima era comunque dentro il solito linguaggio istituzionale, questa mattina, Beppe Marotta, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha dato il via al valzer delle polemiche, tuonando esplicitamente contro la Lega Calcio: “Dal Pino sbaglia. Il campionato così è falsato e ora può saltare”. A sorpresa, qualche ora dopo, il numero uno della Lega Serie A decide di rispondere per le rime al dirigente nerazzurro, svelando un clamoroso retroscena: “Venerdì l’ad De Siervo e io abbiamo proposto all’Inter di spostare la gara contro la Juventus a lunedì sera, per disputarla a porte aperte. L’Inter si è categoricamente rifiutata di scendere in campo, si assuma le sue responsabilità e non parli di sportività e campionato falsato”. La controrisposta di Beppe Marotta non si è fatta attendere, e pochi minuti fa, ai microfoni dell’ANSA, ha dichiarato: “Il pubblico ammesso sarebbe stato però solo quello juventino e giocare lunedì sarebbe andato contro la logica della tutela della salute pubblica, presupponendo, di fatto, la scomparsa dell’allarme Coronavirus nel giro di sole 24 ore”.

I retroscena sul rinvio di Juventus-Inter
Questi sono i fatti, e su questo non si può scappare. Veniamo ora, però,  ai “retroscena”, alle probabili motivazioni che hanno indotto la Lega Serie A a rinviare nuovamente il tutto, come già accaduto domenica scorsa, secondo la stampa italiana. Questa mattina, secondo ‘La Gazzetta dello Sport’, a spingere per il rinvio, oltre alla già citata in precedenza Juventus, ci sarebbe stato anche il Milan. Per il ‘Corriere dello Sport’, invece, tra i vari fattori, fondamentale sarebbe stato il no del governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, a dare l’ok per disputare la partita Udinese-Fiorentina a porte chiuse. Sempre per il quotidiano diretto da Ivan Zazzaroni, fondamentale sarebbe stata la tutela degli abbonati e di coloro i quali avevano acquistato il biglietto, la salvaguardia degli incassi per le società coinvolte e la tutela di un’immagine positiva che il nostro calcio non avrebbe dato in termini di valorizzazione di diritti per l’estero, se si fosse giocata nel deserto. Tutte motivazioni valide, ognuno la pensi come vuole. Ma in un momento di grave emergenza per questo Paese, davvero si può perdere del tempo sulle dietrologie circa il rinvio di semplici partite di calcio? Agnelli, Lotito, Marotta, la Lega, Malagò, i tifosi e tutti coloro i quali hanno interessi per questo mondo (chi per tifo, chi per politica e chi per economia) hanno sicuramente la propria convenienza nella vicenda. Ognuno ha interesse a gettare la patata bollente nel campo avversario. Ma le tempistiche, oltre che le decisioni prese, testimoniano un fatto insindacabile oltre che preoccupante: nella vicenda Coronavirus, il protagonista assoluto è l’incompetenza. La mancanza, da parte degli organi preposti, di decisioni chiare, univoche e più giuste possibili. La mancata comunicazione tra organi politici e istituzioni ha generato la confusione più totale. Il pasticcio è stato fatto e non se ne uscirà facilmente, ma anche questa volta, il sistema calcio e l’intero Paese, hanno perso un’occasione: l’ennesima.

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