Amarcord Napoli-Atalanta 1-3, il “volo” di Bellini – VIDEO

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Un’Atalanta come quella odierna è unica nel suo genere: testa della classifica, miglior attacco e un pozzo senza fondo in termini di fame. Si sta costruendo l’ennesima pagina di storia nerazzurra, anche se, in oltre 113 anni, si è fatto qualcosa di grande. Certo, non ai livelli odierni, ma comunque imprese da raccontare per capire quello che è stato il passato della società bergamasca: nella buona e nella cattiva sorte. “Qual è stata la migliore Atalanta prima dell’arrivo di Gasperini?”. Alcuni daranno risposte vaghe (dalla cavalcata dei Vava Boys nel 2001 fino agli anni 90′), ma la maggior parte citerà la squadra tanto particolare quanto combattiva del 2011-2012: l’ultima Dea che pensò in grande.

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Nove anni fa ci si trovava di fronte ad uno dei capitoli più agrodolci della storia dell’Atalanta Bergamasca Calcio: l’ex capitano Doni viene condannato per lo scandalo calcioscommesse, sei punti di penalizzazione ai bergamaschi, ma allo stesso tempo una squadra pronta a risalire la china. Colantuono rimane in panchina dopo la promozione, e con lui la Dea non solo si dimostra combattiva contro tutto e tutti, ma anche bella da vedere: 4-4-1-1 ben rodato dove spiccano Peluso (in difesa ad aiutare in entrambe le fasi), Schelotto (sulla fascia destra a correre senza fiato), Cigarini (a centrocampo che disegnava gioco) e infine il duo argentino Moralez-Denis che facevano impazzire la Pisani. L’allora numero 19 nerazzurro era il cannoniere della squadra, con tanto di 12 reti segnate soltanto nelle prime 16 giornate: trascinando l’Atalanta in zone molto più tranquille. Ancora oggi, ripensando a quei momenti, si dice spesso: “senza i punti di penalizzazione potevamo andare in Europa”.

Nel girone di ritorno i “Colantuono-boys” mantengono un rendimento costante, e la trasferta di Napoli ne è la prova evidente. Partita la gara e i nerazzurri passano in vantaggio al 9′ con un bellissimo goal di Jack Bonaventura: chiamato più volte in causa nella seconda parte del campionato dopo la partenza di Padoin a gennaio (direzione Juventus). I partenopei sono in piena lotta Champions, e tre minuti dopo pareggiano con Lavezzi. Nella ripresa la Dea gioca con il coltello tra i denti e si riporta in vantaggio con capitan Bellini che, con un un tiro al volo dopo un breve rimbalzo, riesce a siglare il 2-1 orobico. A chiudere le danze ci pensa un giovane Carlos Carmona con un tiro da fuori area. 3-1 per un’Atalanta sempre più vicina alla salvezza, e chissà senza quel piccolo neo di inizio stagione quale traguardo ambizioso avrebbe raggiunto quella Dea combattiva. Una grande impresa che resterà impressa nella storia orobica: a dimostrazione che i pronostici, anche in situazioni delicate, possono essere sfatati.

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