Atalanta, prime sette giornate di campionato a confronto con la scorsa stagione

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


Dopo sette giornate ci campionato, con la pausa per le nazionali ormai alle porte, è tempo di bilanci in casa Atalanta. Certezze, limiti e statistiche nerazzurre, confrontando il tutto con la squadra della stagione 2019-20.

Punti in classifica – Partiamo dalla base: i risultati conquistati sul campo. L’anno scorso l’Atalanta ha collezionato 5 vittorie (Spal, Genoa, Roma, Sassuolo, Lecce), 1 pareggio (Fiorentina), 1 sconfitta (Torino): per un totale di 16 punti con tanto di terzo posto. La Dea odierna nelle prime sette giornate di campionato ha riscontrato 4 vittorie (Lazio, Torino, Crotone, Cagliari), 1 pareggio (Inter), 2 sconfitte (Sampdoria, Napoli): totalizzando quota 13 e nel frattempo portando a casa un sesto posto in classifica. Confrontandole ci troviamo di fronte ad una linea più o meno simile: c’è una vittoria di differenza, ma ci si trova in un contesto soddisfacente, contando che attualmente dai 17 punti del Milan fino ai 13 della Dea sono tutti incollati: una concorrenza che ricorda molto il campionato di due anni fa.

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Rapporto Goal fatti/Goal subiti – Il piatto forte dell’Atalanta, ovviamente, sono le sue statistiche tanto particolari quanto alte: un gruppo mai sazio di andare in goal. Dati alla mano, entrambe le squadre hanno collezionato lo stesso numero di marcature: ben 18 nelle prime sette giornate. Per quanto concerne le reti subite (tallone d’Achille), la Dea 2019/20 ha un riscontro di 4 marcature in meno rispetto alla stagione odierna. La retroguardia, al di là dei numeri, ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo.

Gioco e gestione della rosa – Se l’anno scorso l’Atalanta era riuscita a gestire nella maniera migliore possibile la sua rosa tra campionato e Champions League, questa volta si sono riscontrate alcune difficoltà che, nelle ultime settimane, avevano condizionato i risultati. Andiamo per gradi. La Dea è composta da 28 giocatori: una squadra sulla carta molto più completa rispetto a quella della passata stagione con l’aggiunta di qualche pedina di qualità (Miranchuk in primis). Partenza a bomba con vittorie contro la Lazio, Torino e Cagliari, per poi cadere in un tunnel tattico: sperimentazioni affrettate, le chiavi dell’attacco ad un Ilicic non al top della forma, formazioni dove gente come Muriel e Pessina restavano in panchina, centrocampo altalenante e le fasce laterali facevano abbastanza desiderare. Ciò ne aveva condizionato il gioco: Gasperini non riusciva a trovare la “pietra filosofale” giusta. Soluzione che si è vista negli ultimi 15 minuti contro l’Inter, inserendo determinate pedine in quei reparti dove si riscontravano maggior difficoltà: l’attaccante Russo a dare qualità in fase offensiva, Pessina in mediana e il giovane Ruggeri sulla sinistra. Certo, le parentesi negative arrivano anche nelle grandi squadre, ma l’importante è sempre mettere le mani avanti e cercare una soluzione: con la consapevolezza che questa Atalanta può continuare a crescere.

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