Francesco Repice a SuperNews: “Juve, un fallimento inaspettato: ma la colpa non è di Allegri”

Pubblicato il autore: Davide Roberti

Francesco Repice a SuperNews su Allegri
Supernews ha avuto il piacere di intervistare Francesco Repice, storico giornalista di Radio Rai e radiocronista di Tutto il Calcio Minuto per Minuto su Radio 1, per commentare l’uscita dalla Champions League della Juventus ed il fallimento della squadra di Max Allegri.

La Juventus è uscita di scena dalla Champions League in modo forse inaspettato, per lo meno per le modalità: cosa ne pensa?
Indubbiamente è uscita in maniera inaspettata, perché delle quattro squadre italiane in Champions League era quella forse con il girone più abbordabile. Si tratta di un’annata sbagliata, sono state fatte delle scelte sbagliate e la squadra sta pagando: non mi sento però di giubilare un allenatore che ha vinto cinque Scudetti con la Juve e che è arrivato due volte in finale di Champions League. Non si diventa brocchi o incapaci da un momento all’altro.
Al di là di questo, credo che in Italia ci sia un problema di preparazione atletica: non tattica, perché non credo molto alle questioni tattiche, ma atletica. In Italia, salvo rare eccezioni, non è ancora arrivato un certo modo di lavorare, questa è la mia idea.

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Allegri quindi non è il primo responsabile secondo lei…  inoltre ha affermato che non è stato un fallimento: è d’accordo?
Allegri ha voluto un centrocampo che effettivamente non ha cambio di passo e allora ha cercato soluzioni sugli esterni, però questo è competenza di chi ha costruito la squadra. A meno che non siamo tutti impazziti, non si può dire che sia incapace uno che ha vinto cinque Scudetti, quattro Coppe Italia e due Supercoppe. La Juve comunque ha fallito, oggettivamente, perché è una squadra che si iscrive alle competizioni per vincerle: quindi un obiettivo è andato.

Questa stagione può ancora essere salvata in qualche modo?
Da gennaio parte un’altra stagione: si riparte, si può far leva sull’orgoglio dei calciatori, sulla voglia della società di risalire, sui giovani che stanno emergendo – anche se spero che ora non si mettano tutti a reclamare la titolarità dei vari Miretti, Soulé o Iling perché questo vorrebbe dire bruciarli – e sulla consapevolezza che questa è un’annata sbagliata ma comunque c’è ancora tempo per aggiustare le cose in campionato. Con i Mondiali di mezzo tutto può accadere, e comunque la Juve non è così lontana dalla zona Champions o dallo Scudetto.

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Il Milan e l’Inter sono ad un passo dalla qualificazione, il Napoli è già passato: dove potranno arrivare a suo parere in Champions League? 
I quarti di finale sono un obiettivo plausibile per tutte e tre: poi, ci sono squadre più forti e più organizzate, oltre che economicamente più forti e migliori a livello di preparazione. Però raggiungere i quarti di finale per tutte e tre sarebbe un obiettivo più che lusinghiero.

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