Lotito, telefonata choc: “Beretta conta zero. Carpi in A? Una rovina”

Pubblicato il autore: Leandro Bianco Segui

La chiamata tra Claudio Lotito e il Direttore generale dell’Ischia, Pino Iodice, riportata oggi da Repubblica, sta sconvolgendo il mondo del calcio.

lotito

Una telefonata tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia Isolaverde. Questa la chiamata che sta facendo tanto discutere in queste ore. A riportarla questa mattina, sia nella sua versione cartacea che in quella online, il quotidiano “La Repubblica“, che pubblica anche l’audio con le parole del patron biancoceleste. “Credi forse che Beretta conti qualcosa in Lega di A? Conta zero”, ha detto senza mezzi termini Lotito a Iodice, e poi ancora: “Gliel’ho detto ad Abodi. Ce fai salire su er Carpi e er Frosinone? Tra due anni nun c’avemo più una lira”. Parole che stanno già sconvolgendo il mondo del calcio, mettendo in evidenza probabilmente uno dei suoi aspetti peggiori, se non quello peggiore. “Il calcio” – denuncia Repubblica in un articolo a firma di Aligi Pontani – “è probabilmente una delle principali aziende del Paese, che oltre a risorse economiche consistenti maneggia qualcosa di perfino più prezioso: le passioni delle persone”.  Quello riportato oggi da Repubblica è soltanto l’ultimo degli episodi che rivelano il declino morale del calcio italiano e del sistema su cui si fonda. Un sistema basato su logiche di potere ben precise, in si pensa soltanto a spartirsi le poltrone, fare affari e creare business piuttosto che ad un progetto di crescita complessivo. Un sistema in cui a prendere le decisioni sono soltanto in pochi e spesso a discapito degli altri.

Emblematica in tal senso la telefonata tra Lotito e Iodice. Il primo è il presidente di una delle squadre più importanti della Serie A, il secondo il direttore generale di un club di terza serie. Tra i due non c’è paragone: Lotito è il capo assoluto, uomo con una certa influenza all’interno della Lega calcio, espressione e massimo garante di una lobby di potere (Galliani, Tavecchio, Beretta e altri). Iodice invece oltre ad essere un dirigente di secondo piano, uno che sicuramente non conta molto, appartiene ad un gruppo di dissidenti che vorrebbero cambiare l’aspetto e i modi di fare della loro Lega. Per intenderci Iodice rappresenta uno dei club che hanno sfiduciato un altro membro di quella lobby di potere sopracitata, ovvero Mario Macalli, presidente della Lega Pro nonché vicepresidente della Figc. Lotito, che è anche proprietario della Salernitana (una delle squadre che militano nella Lega Pro), vuole restituire a Macalli la maggioranza nell’assemblea del 16 Febbraio. Il presidente di Lazio e Salernitana è ben consapevole che se dovesse saltare Macalli, i voti della Lega Pro cambierebbero e di conseguenza anche la maggioranza di Tavecchio nella Federcalcio verrebbe messa in discussione. E quando Iodice lo chiama per spiegargli il suo progetto per la Lega Pro, per cautelarsi registra la chiamata. Lotito risponde e, ignaro della registrazione, mette subito in chiaro le cose, spiegando chi è che comanda e che prende le decisioni. Niente merito. Non conta quanto ti impegni e quanto vali, ma solo se hai le conoscenze giuste e se frequenti i posti giusti. Questo in sintesi quello che Lotito prova a spiegare a Iodice. E lo fa senza mezzi termini, senza alcuna allusione. La voce di Lotito è chiara.

È la voce del fallimento non solo del calcio ma anche della politica e delle istituzioni, che di fronte a episodi come questo non riescono o non vogliono intervenire. È la voce del fallimento del nostro Paese. Un Paese che vede annidare il male della corruzione e del malaffare in tutti i suoi aspetti e a tutti i livelli, senza mai riuscire a sconfiggerlo. In realtà, la maggior parte delle volte, non ci si prova nemmeno a combatterlo probabilmente perché ormai, questo male, ci è entrato così dentro che si pensa faccia parte di noi.

  •   
  •  
  •  
  •