Crotone: le basi di un sogno

Pubblicato il autore: Michele Santoro

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Crotone: le basi di un sogno –  40 punti in 18 giornate, secondo miglior attacco con 30 gol, dietro solo a quello più quotato del Cagliari, primo posto in classifica, ma soprattutto, tanto, tanto, bel calcio: benvenuti a Crotone, una realtà, ormai ben consolidata, che quest’anno punta in “A”lto.

Dopo la salvezza tutto sommato comoda dello scorso anno, raggiunta con due giornate di anticipo, si è aperto un nuovo ciclo, che ha registrato gli addii di molti protagonisti dei passati successi calabresi: dalla partenza di mister Drago, alla guida degli “Squali” dal 2011, al ritiro dal calcio giocato dello storico capitano Antonio Galardo, a Crotone da sempre, sin da quando, da piccolo, andava a sostenere i rossoblù dagli spalti dell’”Ezio Scida”, fino alle cessioni di uomini importanti come Torregrossa, Maiello e Ciano, autore di 17 reti nella passata stagione.

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La mentalità della società è quella di rinnovare sempre, alla costante ricerca del talento, sia in campo che in panchina, e pronta ad offrire una chance nel calcio che conta. Ne sanno qualcosa Gianpiero Gasperini, Alessandro Florenzi, Federico Bernandeschi, e tanti altri professionisti che hanno calcato i campi di Serie A, e che hanno trovato a Crotone l’ambiente giusto per poter mettere in luce le proprie qualità.

Artefice delle tante scoperte, è l’”occhio lungo” del ds Beppe Ursino, in società da quasi vent’anni, che anche quest’anno ha visto benissimo, portando sulle rive dell’Esaro, la solidità del giovane difensore della Primavera interista, Yao, l’ordine e la disciplina tattica del viola Capezzi, ma soprattutto, il fiuto del gol di Ante Budimir, attaccante croato di proprietà del St. Pauli, vero “crack” tecnico della compagine jonica, autore, finora, di 9 gol e tante giocate da fuoriclasse. Per informazioni chiedere a Cristian Zapata, difensore colombiano del Milan, che si è visto saltare con estrema naturalezza dal “cigno di Zenica”, nell’azione della rete che ha permesso ai calabresi di pareggiare il momentaneo vantaggio di Luiz Adriano, nello storico incontro di Coppa Italia del 1° dicembre scorso a San Siro. Il merito di Ursino è stato anche quello di dare fiducia a Ivan Juric, ex centrocampista mai dimenticato dai crotonesi, che proprio con Gasperini trovò la sua consacrazione, prima in Calabria, poi al Genoa in A. Sempre di stampo “gasperiniano” è il 3-4-3 che il tecnico croato sta adoperando per far volare la sua creatura, che potrà contare anche sull’ esperienza e la forza di Raffaele Palladino, rimasto svincolato, e ingaggiato, dopo il fallimento del Parma.

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A tre giornate dalla fine del girone di andata, e con tre punti di vantaggio sull’inseguitrice Cagliari, tutto il popolo rossoblù è stretto intorno alla squadra, motivo d’orgoglio e gioia per una terra che non regala, quasi mai, soddisfazioni. Sognare non costa nulla, soprattutto per un club al centro di un vero e proprio miracolo sportivo; miracolo che ha come protagonisti principali, Ursino sul mercato, Juric in panchina e Budimir in campo. Loro sono i tre vertici di un triangolo che, il presidente Vrenna, ha considerato benissimo: d’altronde cosa poteva esserci alla base del successo del Crotone se non un triangolo? Siamo pur sempre nella città di Pitagora.

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