Cesena, indagati Lugaresi e Campedelli nel mirino anche la cessione di Nagatomo all’Inter

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Nagatomo in Cesena-Inter (fonte UEFA.COM)Avrebbero svuotato le casse del Cesena calcio creando con quei soldi fondi neri che poi finivano sui propri conti correnti: la Guardia di Finanza chiude l’indagine sulla società sportiva romagnola, ipotizzando una frode fiscale da oltre 11 milioni di euro. Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore di Forlì-Cesena Sergio Sottani, sono indagati sia l’ex presidente del Cesena, Igor Campedelli, sia l’attuale, Giorgio Lugaresi. Oltre ai due risultano indagati anche l’ex direttore generale Luca Mancini, il professionista Luca Leoni, gli imprenditori Potito Trovato e Coclite Mastrorazio.

“Approfittando del ruolo assunto – così si legge in una nota di agenzia – avrebbero svuotato le casse del Cesena calcio creando con quei soldi fondi neri che poi finivano sui propri conti correnti. Secondo i magistrati, grazie ai numerosi artifici contabili realizzati e all’incredibile volume di fatture per operazioni inesistenti emesse e utilizzate dalle varie società coinvolte nella vicenda penale si ipotizza, quindi, una frode fiscale per un totale di oltre 11 milioni di euro”.

LE ACCUSE  sono frode fiscale, riciclaggio, associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, simulazione di reato e falso in bilancio. L’ingente mole di documentazione sequestrata nell’aprile del 2014 presso la sede della A.C. Cesena s.p.a., presso le sedi di numerose società riconducibili direttamente e indirettamente a Campedelli e a Trovato, presso alcuni studi di commercialisti e presso una società fiduciaria milanese, è stata attentamente analizzata dalle Fiamme Gialle che hanno scandagliato oltre 1.000 faldoni di documenti relativi agli apparati contabili di 25 società, sono stati eseguiti accertamenti bancari su oltre 100 rapporti, riconducibili alle società ovvero ai loro legali rappresentanti, parte dei quali ottenuti, anche, in virtù di una rogatoria internazionale con la Repubblica di San Marino, disposta dall’autorità giudiziaria inquirente.

E’ stato provato, sostanzialmente, che attraverso falsi contratti per fornitura di servizi, realizzazione di lavori e prestazioni di consulenze, tutti contabilmente giustificati da fatture per operazioni inesistenti per oltre 7 milioni di euro, gli indagati hanno depauperato le casse della società sportiva al fine di appropriarsi delle illecite risorse provenienti dalla frode fiscale, creandosi un importante ed illecito sgravio fiscale a fine anno.

ALLEANZA ILLECITA Le indagini hanno consentito di individuare l'”alleanza” tra il presidente pro tempore della società calcistica, quattro imprenditori e due commercialisti cesenati i quali, a vario titolo, abusando delle proprie specifiche posizioni “di fiducia” nonché, in alcuni casi, dei più alti incarichi dirigenziali all’interno del club calcistico, hanno attuato una serie di raggiri contabili ed amministrativi attraverso di documenti falsi finalizzati a procurarsi indebiti risparmi d’imposta ed alla creazione di ”fondi neri” a discapito delle casse A.C. Cesena S.p.A.

LA CESSIONE DI NAGATOMO Ci sarebbe anche la cessione di Yoto Nagatomo all’Inter nel gennaio del 2011 tra le vicende finite al centro dell’indagine della Gdf sulla gestione del Cesena Calcio. L’accusa di falso in bilancio è infatti ipotizzata in relazione alle plusvalenze realizzate dal Cesena con la compravendita di diversi calciatori, tra cui appunto il giapponese Nagatomo. Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza dunque, in alcuni casi il valore dei giocatori sarebbe stato sopravvalutato, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente le perdite d’esercizio. Una circostanza che, in base al dlgs 231 del 2001 – quello sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti – potrebbe costare al Cesena una sanzione pecuniaria molto elevata.

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