Perugia-Ternana, un Derby “vecchie maniere” visto dalla Curva sconfitta [VIDEO]

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
Perugia-Ternana il grandangolo del Curi (foto di Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana il grandangolo del Curi (foto di Giulio Cardarello)

E’ sorprendente quello che mi è successo di vivere seguendo da Tifoso (ma anche un po’ da cronista) il Derby dell’Umbria fra Perugia e Ternana. Ho fatto addirittura un viaggio nel tempo che mi ha portato dritto dritto a metà anni 80, quando si andava in trasferta, gli stadi erano pieni, si facevano le coreografie, si accendeva qualche innocuo fumogeno, rullavano i tamburi e alla fine si tornava a casa: contenti se si era vinto, mesti e rabbiosi se si era perso; ma iniziando da subito a contare i giorni che ti separavano dalla rivincita.

Ha ragione, come sempre, Nick Hornby Non è facile diventare un tifoso di calcio, ci vogliono anni. Ma se ti applichi ore e ore entri a far parte di una nuova famiglia. Solo che in questa famiglia tutti si preoccupano delle stesse persone e sperano le stesse cose. Cosa c’è di infantile in questo?”.

E proprio questa convinzione, quella di condividere con mio figlio di 9 anni la stessa identica statura mentale che quasi un mese fa ho superato un pregiudizio ed ho fatto la “tessera del tifoso” a Terni si chiama “Fidelity Card” il tutto al solo scopo di Esserci e di non perdere per nessuna ragione al mondo il Derby del 5 marzo. Da allora, ho fatto tutti i passaggi burocratici e grazie al Club delle Fere al quale aderisco, ho potuto prenotare un posto in paradiso. Piazzale dello Stadio Libero Liberati, Pullman numero 2, biglietto Curva Sud Ospiti inizio ore 15:00.

PRIMO INTOPPO La sera prima del Derby mio figlio Giulio ha mal di gola e forse pure un po’ di influenza. Saltiamo? “Ma che dici Papà non diciamo nulla a Mamma prendo qualche Benagol e partiamo”. E’ più saggio lui o più sciocco io? Anche qui ha ragione HornbyIl calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose”. Sta di fatto che alle 10.30 siamo al Liberati in attesa della partenza del Pullman.

SECONDO INTOPPO. Ormai le trasferte sono una mobilitazione da guerra civile, documenti, ispezioni, Polizia, Carabinieri, Steward, Capo Club e Capo Pullman. Non so se sia giusto o se evita davvero problemi. Di delinquenti nel tifo, come nella vita, ce ne sono tantissimi gli ultimi della serie li hanno fermati la notte fra il 4 e il 5 marzo sulla E45 la Statale che collega Terni a Perugia. Erano in 30 avevano mazze, biglie e “cavalli di frisia” (ma dove li prendono?) e progettavano l’assalto alla carovana che partiva dalla Conca (25 pullman x 1250 tifosi).

Dicevo secondo intoppo perché se l’appuntamento è alle 10.30-11  va di lusso se si parte alle 12.30 e si parte soprattutto all’auto-organizzazione dei Club e delle Società che in questi casi sono un ottimo esercizio di sussidiarietà dello Stato. Provare per credere.  In quell’attesa i bambini (erano davvero tanti) hanno fame, hanno sete, si annoiano e devono fare pipì.. e i grandi pure. E allora per distrarsi scattano i racconti delle leggende, dei Derby vinti in maniera miracolosa e di quelli persi in casa con selfie annessi (triste presagio). Poi all’improvviso come un tappo di spumante che salta si muove tutto e si parte.

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TERZO INTOPPO. In autostrada siamo scortati come fossimo un carico di galeotti in un convoglio della Polizia Penitenziaria, solo che dentro ogni pullman da 52 posti ci sono soprattutto bambini, genitori di mezza età, qualche nonno e un pò di ragazzotti gasati dall’idea del giorno libero. Nota a margine i pullman sono tutti privati e pagati dai tifosi perché, per mistero gaudioso, ai tifosi della Ternana Umbria Mobilità non concede più i mezzi mentre al Perugia si. Il viaggio Terni-Perugia che di solito conta 40 minuti diventa una traversata atlantica di quasi 2 ore. In quelle due ore si mangia, si dorme, si racconta la leggenda della Mamma di Zampagna e delle ciriole alla ternana offerte a Mister Del Neri, dei Derby vinti in maniera miracolosa e di quelli persi in casa con selfie annessi (arifacce). Si ride, si ascoltano gli “Altoforno” (“La stazione, capocollo, fave e pecorino,giocano le Fere su a Torino. C’è Crivelli, Rosa, Mastropasqua e anche Benatti alla corte di mister Viciani C’ho la bandiera co’ lu cuscinetto,guarda che fila pe’ fa lu bijetto”) e si fa la riffa per permettere al Club di ammortizzare i costi.

QUARTO INTOPPO mio figlio sempre di 9 anni e sempre col mal di gola perde per un numero la maglietta ufficiale delle Fere. Triste presagio ma anche questo non lo colgo.

Alle 14.30 finalmente siamo all’esterno dello Stadio Renato Curi di Perugia. Quattro filtraggi, quattro uscite di biglietto documenti e fidelity card, quattro aperture del pericoloso zaino pieno di ben due kway, due mele, due banane, una pizza al formaggio ternana (la tradizione), salame a fette, due uova sode (miracolo al 90° di Santa Moglie/Santa Mamma) e una quindici dico quindici panini fatti di pane sciapo prosciutto nostrale e formaggio di dubbia provenienza. Semo gente viaggia leggera.

QUINTO INTOPPO. La pipì. I bagni di qualunque stadio d’Italia sono un inno all’indecenza. Sporchi, maleodoranti, in molti casi rotti. Con mio figlio ne abbiamo visti diversi quelli dell’Olimpico di Roma, del Liberati di Terni, del Manuzzi di Cesena, del Cabassi di Carpi, del Picco di Spezia del Del Duca di Ascoli. Nessuno sfugge alla regola e Perugia non è da meno, solo che mio figlio stavolta cede. “Papà fa troppo schifo la trattengo” e lo farà per le successive tre ore.

Perugia-Ternana, la coreografia: SOLO FERE (foto di Marco Brini)

Perugia-Ternana, la coreografia: SOLO FERE (foto di Marco Brini)

Finiti gli intoppi comincia lo Spettacolo. Lo Stadio di Perugia a dispetto dei bagni è davvero bello, la Partita si vede benissimo, siamo praticamente in campo e le Curve sono calde e belle. I Padroni di casa un Muro Biancorosso  senza coreografia ma molto compatti. Le Fere coprono mezza curva (1300 persone) ma con una coreografica da brividi, almeno così si dice perché fino alle 14.50 non la conosciamo.

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Perugia-Ternana, la coreografia della Fere da dentro (foto Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana, la coreografia della Fere da dentro (foto Giulio Cardarello)

All’improvviso dalla parte alta della Curva Sud scende un telone immenso e la coreografia prende vita. E’ un bellissimo telone con scritto SOLO FERE e una Viverna che sputa fuoco a corredo. C’è vento, è difficile tenerlo fermo, ma alla fine con l’aiuto di tutta la Curva, nessuno escluso ci si riesce. Il resto del Curi resta a bocca aperta.. ma si rifaranno e con gli interessi più tardi.

La partita come ha scritto il bravo Mattia Emili  “se la aggiudica la squadra di Bisoli vincendo una gara molto tesa e combattuta” sia in campo che sugli spalti, ma sugli spalti per fortuna a colpi di cori e striscioni e tutto sommato in grandissima tranquillità. Vediamo i botta e risposta.

Perugia-Ternana, la Curva Nord (foto di Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana, la Curva Nord (foto di Giulio Cardarello)

Alla bella coreografia dei tifosi della Ternana risponde una bellissima sciarpata sulle note di “Alè Perugia” della Curva Nord colma di tifosi perugini. La partita scorre lenta fra botte e risposte di cori, alcuni molto belli, altri irripetibili, alcuni indegni della Civiltà Umana ma gli Stadi come il Parlamento sono lo specchio della società: Questo siamo.

Perugia-Ternana. la seconda coreografia delle Fere (foto Facebook)All’intervallo la Curva della Ternana raddoppia la coreografia. Stavolta è più semplice ma altrettanto efficace. Volontari dei Club consegnano a tutti una bandana (rossa o verde) con la Viverna e la data 5 marzo 2016 (ennesimo presagio non colto) che al momento opportuno produce una bandiera a scacchi rossoverde. Su questo versante non c’è stata partita 2-0 secco per le Fere.
Ma appena il figlio d’arte Pairetto fischia l’inizio della Ripresa inizia lo show della Curva Nord, il “Cuore del Perugia”. I padroni di casa infilano in serie tre striscioni tre, sicuramente non comunicati all’Autorità e chissà come entrati allo Stadio ma che fanno un discreto effetto.

Perugia-Ternana, striscione in Curva Nord (foto di Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana, striscione in Curva Nord (foto di Giulio Cardarello)

Il primo è molto criptico perché parla di spray, mentalità e fughe. Chi doveva capire avrà capito?

Perugia-Ternana, striscione nella curva perugina (foto di Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana, striscione nella curva perugina (foto di Giulio Cardarello)

Il secondo parla di un vecchio scontro a San Gemini ma anche in questo caso è solo per “addetti ai lavori”

Perugia-Ternana, lo sberleffo della Curva Nord (foto Giulio Cardarello)

Perugia-Ternana, lo sberleffo della Curva Nord (foto Giulio Cardarello)

Il terzo invece è un “colpo basso” all’onore degli Ospiti. Un classico di quella che viene definita “sottocultura ultras” il furto dello striscione avversario. Rubare lo striscione al tifoso avversario, meglio se ultras, è un vero e proprio sfregio paragonabile al furto della bandiera avversaria in guerra e l’esposizione del “trofeo” è roba “forte”. In questo caso si parla di un vecchissimo striscione dei “Freak Brother” con annesso sfottò riferito all’attuale Curva Est.

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La gara lentamente scivola via verso uno scontato 0-0 quando succede di tutto.  In pochi minuti prima l’espulsione di Valjent e poco dopo il gol da tre punti di Prcic cambiano completamente lo scenario. In superiorità numerica i grifoni hanno approfittato della situazione e hanno portato a casa i 3 punti come all’andata. Per la Ternana si tratta del “Double” due Derby persi in stagione a cui si somma la rabbia della terza sconfitta consecutiva in Campionato in soli 7 giorni.

Le reazioni sono ovviamente opposte e perfettamente sintetizzabili in questo video che ho postato in nottata su Youtube e che in poche ore attraverso la mia pagina Facebook ha raggiunto quasi 7000 contatti.

La Curva del Perugia canta, salta festeggia e guarda Ardemagni farsi l’ennesimo beffardo selfie, anche se il bomber milanese nell’economia della gara incide zero. La Curva Sud invece si produce in una scena purtroppo usuale sui campi di calcio, quella di rifiutare la maglia dei propri giocatori, quando la sconfitta è cocente. In questo caso come testimonia il video è toccato al bravo terzino destro Zanon. Se avesse avuto un secondo in più di pazienza quella maglia l’avrebbe raccolta volentieri un bambino di 9 anni che nonostante il mal di gola si è fatto 3 ore di pullman per vedere la propria squadra perdere il Derby. Ma questa è un’altra storia che ormai lo proietta di diritto nell’epica di Nick Hornby: “Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine .(…..) e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient’altro nella testa. E poi il fischio dell’arbitro (…) e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi”.

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