Pescara Lanciano, Oddo: “Non bisogna sottovalutare gli ospiti, in ripartenza possono far male”

Pubblicato il autore: Sabato Simone Del Pozzo Segui

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Massimo Oddo
analizza in conferenza stampa la delicata sfida contro il Lanciano che attende il suo Pescara questo pomeriggio all’Adriatico.
Il tecnico sottolinea come la squadra di Maragliulo non debba essere assolutamente sottovalutata e spiega cosa lo spaventa:
Fa paura il fatto che il Lanciano è una squadra che deve salvarsi e solitamente le squadre che lottano per questo obiettivo vendono cara la pelle inevitabilmente. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che sia una partita semplice perchè semplice assolutamente non lo sarà.
E’ una squadra, il Lanciano, che senza penalizzazione sarebbe ora salva con tanti punti e ciò dimostra che è una squadra di valore con tanti giovani molto interessanti ma anche con veterani che danno un grande contributo.
Sono una squadra pericolosa e soprattutto nelle ripartenze possono far male, perciò dobbiamo stare molto attenti”

Massimo Oddo, inoltre, non si nasconde e si sbilancia sulla probabile formazione che manderà in campo questo pomeriggio, compresi i vari dubbi legati ad essa:
Penso che farò giocare Benali davanti in posizione di trequartista, mentre sulla linea mediana Torreira è favorito (60%-40%) su Bruno.”
Il tecnico del Pescara dovrà fare i conti con le solite assenze forzate che ormai lo condannano da inzio campionato ad alcune scelte obbligate. Mancano, infatti, Mandragora, Campagnaro, Verde, Coda e Crescenzi che ha giocato con la Primavera.
Il modulo al quale si affiderà Massimo Oddo sarà il collaudato 4-3-2-1.

Infine, Oddo ha le idee chiarissime per il futuro:
Potrei restare a Pescara come potrei andare via. Se la società vorrà seguire progetti annuali con diversi prestiti e con pochi giocatori di proprietà non penso ci siano i presupposti.
A me piacciono i progetti, non mi interessa lottare per la Serie A con una squadra forte ma non mia.
Secondo me qui a Pescara c’è un progetto che può diventare un grande progetto se si faranno operazioni importanti in uscita come la cessione di Lapadula ad una cifra importante che possa permettere alla società di investire i ricavati in un progetto importante.
Ripeto preferisco avere una squadra di proprietà costruita in 2 o 3 anni piuttosto che lottare per la Serie A un anno, ma non una squadra piena di prestiti.”

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