“Mi piacciono le sfide. Sono un ds vecchio stampo”: Sogliano si presenta a Bari

Pubblicato il autore: vito contento Segui

SOGLIANO
“Mi piacciono le sfide. Sono un ds vecchio stampo, ci sono aspettative importanti, mi attende un compito difficile ma ce la metterò tutta”: sono le prime parole da direttore sportivo del Bari di Sean Sogliano. Quarantacinque anni, piemontese di Alessandria, con una buona carriera da calciatore (ha giocato sino a 33 anni), si è presentato oggi nella sala stampa del San Nicola, dopo aver firmato ieri un biennale. Nella passata stagione al Genoa, ha rescisso il contratto perché con il presidente Preziosi non si sono mai… presi. Uomo concreto e di poche parole, personalità forte. Celebre una sua frase pronunciata un paio d’anni fa quando nientepopodimeno che il il Milan si era interessato a lui che era il ds del Verona (con lui tornato in serie A): “Se fossi andato al Milan non avrei fatto il cameriere di Galliani, questo è certo”.

SEMPRE PRESENTE  – Sogliano spiega perché è un ds vecchio stampo: “Mi piace lavorare in un certo modo. Per me un ds deve essere sempre presente, a maggior ragione nei momenti difficili. Sono uno a cui piace vivere la partita da bordo campo”. E a questo proposito c’è un aneddoto: quando il Verona salì in A, nell’ultima partita con il Brescia al Bentegodi, che valeva la promozione, i suoi erano sotto 2-1 alla fine del primo tempo. Mandorlini fu espulso con il suo vice  e lui dalla panchina trascinò il Verona alla rimonta: finì 4-2. “Mi piace assumermi le mie responsabilità ed essere di supporto al presidente e all’allenatore”.

IL NUOVO TECNICO – Il nuovo ds del Bari (prende il posto del rumero Razvan Zamfir, con il quale ci sarà la rescissione del contratto che lo legava per altri due anni al galletto) si sbilancia sul tema allenatore: “Il presidente ha contattato Stellone e Sannino prima ancora del mio arrivo. Mi ha fatto piacere visto che sono due nomi importanti. Ho parlato con Stellone visto che non lo conoscevo personalmente. Ho avuto buone sensazioni. Stiamo lavorando su alcuni aspetti. Tempo due giorni e dovremmo ufficializzarlo. E’ un allenatore bravo e preparato. Se non fossi stato convinto del suo valore avrei parlato col presidente per fargli cambiare idea”.

GAVETTA – Sogliano ha iniziato dal basso, partendo con il Varese dall’Eccellenza e portandolo ad un passo dalla A (in panchina c’era proprio Sannino). “Ho avuto la fortuna di avere persone eccezionali che mi hanno supportato. Sono venuto a Bari per cercare di dare il massimo, sotto tutti i punti di vista. Non solo quello sportivo ma anche sul piano umano. Voglio dimostrarlo con il lavoro e con la serietà e dare soddisfazioni a tutti i baresi. Non voglio illudere nessuno. A me piace dare obiettivi partita dopo partita. Voglio però che la mia squadra esca sempre dal campo a testa alta, anche quando si perde”.

IL MERCATO – Non nasconde le difficoltà del mercato: “Di giocatori bravi ce ne sono pochi in giro. Ho sempre cercato di creare un gruppo affiatato, una squadra vera ovunque sono andato. Ci proverò anche qui. A me piace sondare più mercati, non solo quello italiano. Chi fa il mio lavoro deve sapere cosa c’è bisogno per una squadra e magari fare qualche scommessa sperando di vincerla”. E a chi gli chiede di Rosina, uno dei pochi a non aver tradito le attese nellla scorsa stagione (il Bari non ha esercitato il diritto di riscatto a mille euro entro il 22 giugno, quando si era in pieno caos societario), risponde così: “Quando c’è un cambio ai vertici societari ci sono altre priorità. Il mercato conta ma contano prima di tutto le persone che lavorano per la società ventiquattr’ore su ventiquattro. Non abbiamo riscattato Rosina ma non è detto che non se ne riparli con il Catania. Il mercato dura due mesi. Ci confronteremo con l’allenatore per capire quali giocatori possano risultati utili al suo progetto e quali no. Non c’è dubbio che siamo in ritardo e che dovremo lavorare duramente”.

COMPLEANNO PARTICOLARE – Il 54°, il primo da presidente del Bari per Cosmo Giancaspro, alla sua prima conferenza stampa per presentare un nuovo arrivo nella famiglia biancorossa. “Tra me e Sogliano è nata subito una stima reciproca. Ho impiegato un pò di tempo per la scelta del ds sia perché volevo assicurarmi di fare la scelta giusta, sia perché in questi giorni ho analizzato tutti i contratti in essere, compreso quello del precedente ds Zamfir che si è comportato da uomo, rimettendo il mandato nelle mie mani non appena c’è stato il cambio societario”.

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