Stellone: “Ho fame di vittorie e il Bari ne avrà come me”

Pubblicato il autore: vito contento Segui
STELLONE GIANCASPRO
“Ho fame di vittorie e il Bari dovrà averne come me”
: Roberto Stellone ha sciorinato pochi concetti ma chiari quanto basta nella sua prima conferenza stampa da allenatore del galletto, con al suo fianco il neopresidente Cosmo Giancaspro e il nuovo ds Sean Sogliano. Romano, nato il 22 luglio 1978, ha firmato per due stagioni con opzione per una terza: nel suo staff il vice Giorgio Gorgone, il preparatore atletico Paolo Artico, il preparatore dei portieri Salvatore Rosato e il collaboratore tecnico Andrea Gennari. Nel suo bigliettino da visita di allenatore emergente, ottime annate sulla panchina del Frosinone: è stato artefice della storica scalata dalla Lega Pro alla serie A. Chiuso il rapporto con il club ciociaro (iniziato alla guida della Berretti), sposa il progetto presentatogli, già prima di diventare amministratore unico del Bari, da Giancaspro. Venerdì scorso il secondo incontro, poi 48 ore di riflessione e ora eccolo qua. “Due anni con opzione perchè mi fido del mio intuito – spiega il n.1 del club D i contrada Torrebella – già dalla prima volta che ci siamo visti c’è stata sintonia”.PRECEDENTE BENEAUGURANTE – Anche Antonio Conte, che poi avrebbe vinto tre scudetti di fila alla Juve e sarebbe arrivato in Nazionale, approdò a Bari a 38 anni: prima salvò la squadra, poi la portò trionfalmente in serie A. Altra similitudine? La voglia di vincere, di forgiare una squadra in cui il “noi deve venire prima dell’io”, frase celebre dell’ormai ex ct azzurro. “Da giocatore a volte – dice Stellone nella sala stampa del San Nicola – ho preferito la B alla A per essere protagonista. E così da tecnico. Sono felicissimo di essere qui, non vedo l’ora di iniziare questa avventura, vi sono tutte le condizioni per fare bene. In B avrei accettato solo situazioni come questa. Ho visto una società ambiziosa, anche da giocatore mi hanno sempre affascinato le piazze calde, e Bari di gran lunga lo è in B e anche di molte di serie A. Scenderemo sempre in campo per cercare di ottenere il massimo. A Frosinone avevo un gruppo di calciatori affamati, e anche a Bari la mia squadra dovrà dare l’anima. Voglio giocatori uniti, che in allenamento diano il massimo. La prima qualità che deve avere un mio giocatore è lo spirito di sacrificio, di abnegazione”.

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RADICI  Ha scelto Bari per le ambizioni, per la piazza ma forse anche per le radici. Papà Gaetano è nato nella città vecchia di Bari, poi dovette emigrare un po’ più a Nord, a Barletta, per ragioni di lavoro di suo padre (nonno di Roberto) che faceva il ferroviere. E nel Barletta, in C, ha anche giocato, da ala. Più brillante la carriera da centravanti del neoallenatore biancorosso che ha vestito maglie importanti come quelle di Napoli, Reggina e Torino. “Tutte piazze calde che mi sono sempre piaciute. Le pressioni non mi spaventano. Anzi, vivo di pressioni“.

SQUADRA E MODULO  Che Bari sarà? “Con un giusto mix tra giovani e giocatori esperti – risponde – cercheremo di allestire una squadra competitiva, perché piazza e storia del Bari lo meritano. Sappiamo dove si deve intervenire con più celerità. Ma dobbiamo lavorare con serenità, senza fretta anche se siamo a pochi giorni dal raduno (il 10, ndr) e dal ritiro (dal 14 in Trentino). E a chi gli chiede di Castrovilli e Scalerà, i più promettenti della Primavera, per nulla considerati prima da Nicola poi da Camplone nella scorsa stagione, replica: “Lì valuteremo, come gli altri in rosa attualmente”. Chi non sarà tenuto idoneo al tipo di calcio di Stellone sarà messo sul mercato, come chi chiederà di andar via. Sul modulo: “Di base parto con il 4-4-2, ma si possono ottenere risultati con tutti i moduli, lo adeguerò in base ai giocatori che avrò a disposizione”.

OBIETTIVI  Stellone parla di un Bari competitivo per? “Certo in questa piazza non si può parlare di salvezza. E’ chiaro che ci sono già le tre retrocesse, Verona, Carpi e Frosinone, che sono avvantaggiate. Ma noi dovremo disputare un campionato importante, lottare per il miglior piazzamento possibile anche in chiave playoff .Con i risultati e mostrando attaccamento alla maglia, speriamo di portare quanti più tifosi allo stadio”.

MERCATO  Si fanno i primi nomi, il 35enne difensore greco Moras su tutti. Ecco il pensiero del ds Sogliano: “E’ svincolato, ci ha dato la sua disponibilità”. E Rosina resta? “E’ un grande calciatore e un ottimo ragazzo, ci ho giocato insieme al Torino – ribatte Stellone – stiamo valutando. L’obiettivo è avere due giocatori per ruolo, sarà un campionato lunghissimo, con 7/8 turni infrasettimanali, bisogna avere alternative valide perché spesso si giocheranno tre partite a settimana”. Più che i nomi  “è importante – secondo Sogliano – l’organizzazione di gioco e allenarsi bene in settimana. Una squadra la domenica gioca per come si è preparata nei giorni precedenti. E chi non gioca ha la stessa importanza di chi gioca, nel gruppo”.

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