Cessione Pisa in alto mare. Petroni: “Intervenga il Sindaco”

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Cessione PisaFinché il fondo di Dubai” che ha presentato un’offerta di rilevazione del Pisa calcio “non adempierà alle proprie obbligazioni non potrà partecipare alla gestione della società. Riterrei invece estremamente utile, al fine di evitare strumentali malintesi, che lei nomini una persona di sua fiducia affinché vigili e controlli preventivamente, con il sottoscritto, ogni atto gestionale della società AC Pisa“. Questo uno dei passaggi più significativi di una lettera indirizzata al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, da parte di Lorenzo Petroni, azionista della Britaly post, ancora proprietaria del club nerazzurro, da settimane al centro di una trattativa per il possibile passaggio di quote. “Mi preme evidenziarle quanto segue: come a lei noto, il nostro gruppo ha accettato l’offerta vincolante formulata dal gruppo Equitativa il 4 settembre scorso – si legge nella missiva -. Detta offerta prevedeva, tra le altre cose all’art. 8, entro giorni 2 dalla sottoscrizione, il versamento dell’importo di 310.000 euro a titolo di caparra e l’ulteriore versamento della somma di 5.190.000 euro da effettuarsi sul conto vincolato a garanzia di quanto pattuito. Ciò posto, nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una missiva a firma dell’Avvocato Lorenzetti, legale di fiducia del dottor Mian, indirizzata anche a lei per conoscenza nonché ai rispettivi legali, dalla quale apprendevamo che il pagamento dell’intera operazione sarebbe stato effettuato da Mian non direttamente dal fondo Equitativa. Apprendevamo, altresì, che Mian in assenza di adeguata contro-garanzia rifiutava di farsi garante dell’operazione considerando la stessa, in caso di inadempimento, ad alto rischio. A questo punto – continua Petroni – è lecito chiedersi: le motivazioni per le quali il fondo Equitativa non verserebbe direttamente gli importi pattuiti; perché allo stato attuale lo stesso non è in grado di garantire la restituzione degli importi, eventualmente, versati dal terzo garante Mian; se fosse stata a conoscenza del ruolo di garante di Mian nel momento in cui il 30 agosto scorso ci esortava, unitamente ad Abodi, a sottoscrivere l’offerta di vendita. Ben comprenderà dunque, nonostante le rassicurazioni fornite sia da lei che dal presidente Abodi il 30 agosto, che il tenore della missiva e il persistente inadempimento del fondo, non aiutano certamente a generare quel necessario clima di fiducia indispensabile per una rapida e veloce cessione delle quote della societa’ AC Pisa 1909“.

Cessione Pisa, si aprono nuovi scenari?

Ma c’è un passaggio della lettera che potrebbe aprire nuovi scenari futuri. “Tenuto conto della massima considerazione nutrita nei suoi confronti da parte del nostro gruppo in considerazione del lavoro da Lei svolto per riportare in serenità la Pisa calcistica – sottolinea Petroni – le rinnovo quanto già richiestole con la e-mail del 6 settembre, ovvero, di valutare soluzioni alternative in caso di acclarato e persistente inadempimento del fondo. Come abbiamo detto, e ritengo inconfutabilmente dimostrato, noi vogliamo vendere e anche al più presto. Abbiamo inoltre fatto presente che, nello spirito con il quale i primi di luglio in poche ore si risolse con il suo determinante contributo la problematica relativa alla fideiussione, una cordata guidata da affidabili esponenti locali da lei selezionati e coordinati, potrebbero offrire una soluzione sicura e veloce che consentirebbe anche a noi di essere più elastici con riferimento a tempi e modalità di pagamento. Ritengo che questa alternativa, qualora venisse meno l’offerta del fondo, potrebbe consentire un nostro rapido disimpegno e una reale assunzione di responsabilità da parte della nuova gestione resa ancor più indilazionabile dall’ennesimo richiamo del presidente Abodi riferito al completamento dei lavori dello stadio”.

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