Pisa, le ragioni di un successo

Pubblicato il autore: Salvatore Ciotta Segui

Pisa le ragioni di un successo Difficile dire dove potra’ arrivare questa squadra, ma quello ottenuto fino ad oggi e’ da incorniciare, 11 punti tutti sudati dal primo all’ultimo ed una classifica che sorride ai toscani essendo al momento secondi.
Secondo noi, la data che ha fatto scattare questa magia e’ proprio quel maledetto per i tifosi pisani 31 Luglio, giorno delle dimissioni di Gattuso dalla panchina neroazzurra. Da li in poi e’ stato un salire di tensioni, ma anche di emozioni, nei tifosi ma soprattutto nella squadra che si e’ compattata maggiormente nell’attesa che la situazione si sbloccasse. I primi accenni di questa favola si sono visti in Coppa, quando la squadra ha superato incredibilmente due turni di qualificazione, ma le voci dicevano sara’ un caso il Campionato e’ ben altra cosa.
E invece no, perche’ si e’ formato un tutt’uno tra tifosi e squadra, che cercava di allenarsi senza una conduzione tecnica, ma la citta’ era sempre li a seguire i beniamini al campo.
La mancanza di Gattuso ha plasmato ancora di piu’ la squadra ad immagine e somiglianza del tecnico calabrese,  resistendo a tutto, con la giusta rabbia e voglia di reagire che saliva ancora di piu’ nell’animo dei giocatori. Probabilmente avranno pensato di provare a fare l’impossibile, e ci sono riusciti soprattutto in campionato, riuscendo a vincere tre partite, ed a perderne solo una, una difesa imbattuta fino al gol di ieri dell’ascolano Hellberg.
Sembra riecheggiare nell’aria il motto dei 4 Moschettieri, Tutti per uno e uno per tutti, e fa niente se la societa’ e’ assente se ci sono mille difficolta’, tanto gli Uomini sono duri a morire. Quello che e’ successo ieri all’Arena Garibaldi, con il saluto dei giocatori ai tifosi fuori dallo stadio restera’ per sempre nei cuori dei Pisani, anzi penso che sara’ raccontato ai nipoti nei prossimi anni.
Oggi si attende l’esito dell’incontro tra Gattuso e Petroni, con il tecnico, a quanto pare che sarebbe addirittura propenso a rinunciare a parte del proprio ingaggio pur di far tesserare Lazzari e Mudingay. E se non e’ passione questa ………………………………..

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