Bisoli nuovo allenatore del Vicenza

Pubblicato il autore: Salvatore Ciotta Segui

vicenzaDopo l’esonero di Lerda, il nuovo allenatore e’ Pierpaolo Bisoli.

L’ultima sconfitta e’ stata fatale a Lerda, il 4-1 di Chiavari contro l’Entella e’ stata l’ultima presenza sulla panchina biancorossa dell’ex giocatore granata . La societa’  ha ingaggiato Bisoli che oggi e’ stato presentato alla stampa.
Queste le prime parole dell’ex allenatore di Cesena e Perugia:
“Sono onorato di allenare il Vicenza, è una piazza fantastica, che conosce e mastica calcio da tantissimi anni. E’ un momento difficile, serve l’aiuto dei tifosi e tutti dobbiamo remare dalla stessa parte. Il Vicenza è l’unica squadra di B che ho visto. Rizzo, Fabinho e Giacomelli li ho visti a Perugia. Ma sono tanti i giocatori di questa rosa che conosco. Non è una squadra da ultimi posti. Dobbiamo tirarci fuori da questa situazione con tranquillità, se staremo tutti uniti potremo toglierci delle belle soddisfazioni… Sono venuto a Vicenza perchè è una piazza importante e spero di non essere di passaggio… Non sono venuto per svernare, mi piacciono queste realtà, qui sono transitati grandi campioni, si è raggiunta una semifinale di Coppa delle Coppe col Chelsea. Adesso serve un po’ di pazienza, perchè si è partiti male. Dobbiamo risollevarci piano piano, con attenzione… Fabinho? E’ un giocatore che vorrei sempre avere nella mia squadra. Ho immensa fiducia in lui. Rizzo? Stesso discorso, è uno di quei giocatori “ignoranti” che sono indispensabili all’interno di un gruppo… concedetemi il termine, ma io sono un uomo di montagna e amo parlare chiaro. Giacomelli l’ho lanciato quando aveva 15 anni a Foligno, perchè credevo nelle sue qualità… Modulo? Io non sono legato ad un modulo fisso, nè sono un profeta del 4-3-3, bensì amo cambiare assetto tattico, per questo vengo dipinto come un “confusionario”. In realtà, cambio per evitare di essere prevedibile… Dicono che sono un difensivista, perchè penso prima di tutto a non subire reti… Ma alla gente interessano i risultati ed è questo che voglio portare…”.

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