Il “picchio ascolano”: Vincenzo Di Sabato

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

©Photo Sandro Perozzi, 29-09-2015 Ascoli Piceno, Ascoli Picchio Primavera TIM 2015 2016, le foto di squadra per la nuova stagione nello scatto il difensore Vincenzo Di Sabato

Il “picchio ascolano”: Vincenzo Di Sabato – Tra le squadre più longeve che il calcio italiano può vantare c’è sicuramente l’Ascoli. Fondata nel 1898, la squadra marchigiana conta più di 100 anni di storia scanditi da 16 campionati di serie A, una “mitologica” Mitropa Cup, retrocessioni e per ultimo, il fallimento societario appena un paio di anni fa. Gli anni d’oro in A con il presidentissimo Costantino Rozzi, a cavallo degli ’80, e poi l’ultimo ritorno in serie maggiore, nel campionato 2005/2006, con in panchina il duo Giampaolo-Silva, in cui l’Ascoli esordì con uno storico pareggio per 1-1 contro il Milan di Ancelotti, che andò sotto a causa della rete di Cudini, poi pareggiata da quella di Shevchenko. La stagione 1998/99 (quella dello storico centenario) fu costruita con l’obiettivo del grande ritorno dei bianconeri in serie B dopo anni di anonimato in C, ma l’epilogo fu tutt’altro che glorioso, anzi, si rivelò un vero e proprio fallimento perché a centrare la promozione nella cadetteria furono gli acerrimi rivali della Fermana. Nella stessa annata però, a circa 400 km di distanza dalla città marchigiana ed esattamente a Altamura, nacque Vincenzo Di Sabato, oggi promettente difensore centrale della Primavera dell’Ascoli, che si spera possa dare in futuro il suo contributo per riportare il “Picchio” ai fasti del passato.

Impiegato stabilmente da mister Luciano Cerasi al centro della retroguardia nell’U17 ascolana, Di Sabato può operare, all’occorrenza, anche da terzino sinistro (come già accaduto nelle sue uniche due apparizioni in Primavera l’anno passato) sfruttando il suo buon piede mancino e il dinamismo di cui è in possesso anche per compiti di regia. Affidabile inoltre sul centrodestra in una difesa a 4, ma ugualmente sicuro anche quando la retroguardia diventa a 3. Dotato di buoni tempi d’intervento, bravo nell’anticipo in tackle e ottimo nello stacco aereo, sa leggere la giocata avversaria e mantenere la posizione. A dispetto del ruolo che ricopre, Vincenzo non è il classico stopper macchinoso: la coordinazione motoria e la reattività fisica, gli permettono recuperi lampo sull’avversario. Possiede un tocco di palla elegante, a riprova delle sue abilità nell’impostazione della manovra e predilige uscire dalla difesa a testa alta, cercando sempre l’imbeccata giusta per il compagno smarcato.

Pulito nei movimenti e nelle entrate, deve crescere ancora muscolarmente e migliorare l’atteggiamento mentale alla gara, diminuendo di fatto le “pause” nell’arco dei 90 minuti per esaltare al massimo le sue indiscusse potenzialità. Il suo inserimento nella Primavera bianconera sta avvenendo in modo graduale (90 minuti contro Lanciano ed Avellino), ma tanta considerazione anche da parte dell’ex tecnico dell’Ascoli Mario Petrone (prima dell’arrivo di Devis Mangia), che lo ha convocato nel primo turno di Coppa Italia lo scorso 2 agosto contro il Cosenza. Peccato non averlo potuto ammirare nell’ultima edizione della “Viareggio Cup”, torneo nel quale, l’Ascoli, non ha superato neanche la fase a gironi, a causa delle sconfitte con Milan e Cagliari, e al pareggio contro i congolesi dell’Ujana. Sicuramente le sue abilità difensive avrebbero fatto comodo ai marchigiani. Ragazzo serio e riflessivo, Vincenzo Di Sabato è sicuramente uno dei prospetti più interessanti della sua categoria e del settore giovanile ascolano.

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