Mauro Coppolaro: il futuro della difesa italiana

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

coppolaro

Mauro Coppolaro: il futuro della difesa italiana – Ah l’Italia, Paese di santi, poeti, navigatori…e difensori. O meglio, fino a qualche tempo fa era così. Il nostro marchio di fabbrica, la difesa, grazie alla quale abbiamo vinto 4 mondiali, ha registrato un calo di uomini e appeal. Dopo le generazioni d’oro, da Burgnich a Facchetti, passando per Gentile, Scirea, Bergomi, Baresi, Maldini Nesta e Cannavaro, il bel Paese ha attraversato un pauroso vuoto generazionale che non ha prodotto calciatori all’altezza di quelli citati. Ma quando si tocca il fondo, non puoi che risalire, e infatti, negli ultimi periodi, la scuola italiana di difensori ha cominciato a sfornare nomi interessanti, su tutti, quelli di Daniele Rugani, sempre pronto, quest’anno e lo scorso, quando chiamato a sostituire a turno qualche interprete della BBC juventina, BarzagliBonucciChiellini, e Alessio Romagnoli, unica nota positiva, insieme a Donnarumma, ad avere animato l’ennesima stagione milanista abulica di titoli.Il trend potrebbe essere ulteriormente invertito da un altro giovane centrale, che ancora non ha calcato i campi di serie A, ma che potrebbe presto farlo: Mauro Coppolaro. Mauro nasce a Benevento il 10 aprile del 1997, e comincia a dare i primi calci in una squadra della sua città, l’ASD Di Dio Team; durante uno dei tanti tornei giovanili, Coppolaro viene notato da un osservatore della Reggina, e subito dopo, messo sotto contratto dalla squadra calabrese. Mauro è perfetto come centrale di destra tanto in una retroguardia a tre che a quattro; la rapidità e l’esplosività muscolare di cui è in possesso, che ricordano molto quelle di Fabio Cannavaro, gli permettono quasi sempre di anticipare l’attaccante, sia di piede che di testa. Alto 1.80, ha una buona visione di gioco, che gli permette di far ripartire l’azione nel migliore dei modi; deve perfezionare ancora i tempi di lettura dei traversoni e dei lanci, evitando così di dover ricorrere l’avversario. Appena 18 anni per lui, ma già tanta esperienza: con la Reggina ha giocato le ultime 5 partite da titolare in serie B, nella stagione 2013-2014; dal 2011 è in pianta stabile nelle nazionali giovanili: dall’under 15, ha poi svolto tutta la trafila fino all’under 19, con la quale ha esordito nel gennaio 2015, ed è stato tra i protagonisti del grande Europeo in Germania svanito solo in finale contro la Francia.

La sua umiltà, la sua dedizione al lavoro, e il suo talento lo hanno portato, nell’agosto 2014, a firmare con l’Udinese primavera, con cui, in due stagioni, ha racimolato la bellezza di 39 presenze, arricchite da due pregevoli gol. La Serie A, nella scorsa stagione, è stata solo sfiorata da Mauro Coppolaro, visto che è stato convocato per ben nove volte da Colantuono prima dell’esonero, ma poi mai fatto esordire: in ordine, Inter, Atalanta, Juventus, Palermo, Lazio, Empoli, Bologna, Genoa e Verona le partite in cui il difensore campano ha solo potuto immaginare la sua prima in massima serie. Il ragazzo si farà e per iniziare gli è toccata una piazza importante in B, quella di Latina, dove potrà continuare il processo di maturazione. Sorridiamo comunque, i difensori stanno tornando.

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