Bari, il ko a Verona non brucia: poco cinismo, ma non è tutto da buttare

Pubblicato il autore: luca giannuzzi Segui

Veorna Bari Colantuono
VERONA – E’ stata una partita dal sapore di Serie A quella andata in scena ieri pomeriggio al “Bentegodi” di Verona: tra Hellas e Bari il match è rimasto in equilibrio fino all’83’, quando Pazzini ha castigato la difesa pugliese, mettendo a segno il suo 13mo sigillo stagionale. Nonostante la sconfitta, i biancorossi hanno poco da rimproverarsi, avendo mostrato grandi progressi nell’organizzazione della manovra, attenzione nella fase difensiva, e un ottimo approccio alla partita.

I PRIMI 45′: 4-3-3 E VERONA ALLE CORDE – Sebbene il Verona di Pecchia partisse con i favori del pronostico, il Bari è sceso in campo sin dal 1′ con grande personalità, la vera grande novità introdotta da Colantuono sin dai primi giorni del suo ingaggio sulla panchina pugliese. Per la trasferta in Veneto, il tecnico romano ha confermato il 4-3-3, con De Luca, Furlan e Brienza nel tridente offensivo: la scelta di puntare su un attacco “leggero” ha creato imprevedibilità e scompiglio nella difesa veronese, mettendola in seria difficoltà in più di un’occasione. Solo l’imprecisione e il poco cinismo hanno evitato al Verona il passivo, mettendo in luce il periodo negativo trascorso dai gialloblù: prima della sfida col Bari, Pazzini e compagni erano reduci da due sconfitte di fila, con nove gol subiti.

IL SECONDO TEMPO: PAZZINI SALVA PECCHIA – Nel secondo tempo il copione del match non cambia, con il Bari spesso padrone della partita, forte di un centrocampo poco tecnico ma molto intraprendente, e del supporto dei terzini, utili nello sviluppo dei contropiedi offensivi; anche la difesa si è mostrata puntuale nel marcare stretto un attaccante come Pazzini, oltre ad arginare gli inserimenti di Valoti e Luppi. Alla lunga però, la maggior qualità del Verona è emersa, riuscendo a trovare la quadratura del cerchio, un’utopia nella prima ora di gioco. Così, se da un lato Sabelli, Brienza, De Luca e Maniero si divoravano le occasioni da gol, all’83’ Pazzini ha approfittato dell’unica reale disattenzione del Bari, bucando la rete di Micai con un tap-in da vero rapace d’area e regalando una vittoria importante per la propria squadra.

SCONFITTA E BICCHIERE MEZZO PIENO – Il Bari visto a Verona è uscito sicuramente a testa alta dal campo del Bentegodi, dopo aver disputato una buona partita e non meritando di perdere: il 4-3-3 di Colantuono funziona, con De Luca e Brienza abili nelle ripartenze, Fedele e Romizi leader a centrocampo, e Sabelli e Moras veri simboli di una difesa sempre più rocciosa. E’ vero, il ko contro la capolista ha condannato il Bari all’11mo posto in classifica, ma è anche giusto notare come la squadra biancorossa mostri netti miglioramenti partita dopo partita.

FATAL VERONA, MA IL FUTURO E’ ROSEO – Il campo di Verona è per ovvi motivi proibitivo per chiunque, ma forse, con maggior cattiveria, una vittoria sarebbe stata alla portata. Di certo la mano e il temperamento di Colantuono sono evidenti, con un Bari che vuole (e può) diventare padrone delle partite sin dai primi instanti di gioco, forte di una rosa che meriterebbe almeno i playoff. Le premesse per il futuro sembrano ottime, e se i galletti proseguiranno il cammino imboccato, l’alta classifica potrebbe essere il miglior regalo di Natale per dirigenza e tifosi.

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