Mercato Milan, Montolivo: “Pazzini, El Shaarawy e De Sciglio restano. Rinforzi? Solo big”

Pubblicato il autore: Simone Cerroni Segui

Mercato Milan Montolivo

MERCATO MILAN MONTOLIVO PAZZINI DE SCIGLIO EL SHAARAWY – Momento transitorio in casa Milan. Momento di capire di che pasta è fatto il nuovo Milan e se effettivamente la squadra costruita da Inzaghi può competere sul fronte nazionale  e internazionale. I rapporti tra la dirigenza rossonera e super Pippo sono ottimi. E anche la squadra ha stima nei confronti del tecnico. Primo fra tutto il suo capitano: Riccardo Montolivo. “Voglio il terzo posto e la Coppa Italia. L’Inter non fa paura, Scudetto alla Juve”. E’ un Montolivo a tutto tondo quello che si è raccontato a ‘La Gazzetta dello Sport‘. Arrivato a Milano, sua città natale, nel 2012 a parametro zero dalla Fiorentina, Monto si è subito ben integrato nella realtà del Milan. Un anno, il 2012, che ha avviato il periodo buio del Milan. IL SOGNO DI MONTOLIVO – E si perché il trequartista non ha ancora alzato un trofeo in rossonero. “Vorrei cominciare a sollevare trofei, la Coppa Italia in tal senso è il nostro obiettivo primario. Mi manca non avere ancora vinto niente ma ho comunque giocato una Confederations Cup, una finale europea e un Mondiale. Questo Milan poi non è paragonabile a quelli del passato, prima c’erano mostri sacri”. IL MERCATO PER MONTOLIVO – Il centrocampista azzuro si ferma sopratutto a parlare di mercato, sia in entrata che in uscita. Gli applausi di Montolivo sono tutti per Menez, arrivato in estate a Milano dal Paris Saint Germain. “Jeremy fa il regista offensivo, ma non è questo che condiziona il nostro rendimenti. Anzi io preferisco avere un attaccante da servire in profondità. Torres? E’ un bravissimo ragazzo ma ha pagato proprio l’esplosione di Menez“. Per quanto riguarda il mercato in uscita Montolivo si sofferma sopratutto a parlare dei giocatori più criticati dai tifosi. Quelli che sono stati spesso associati ad altre squadre e spesso ispirazione per il mercato inglese e spagnolo. Il capitano rossonero così difende i giovani De Sciglio ed El Shaarawy, sottolineando: “De­vo­no es­se­re un po’ più cat­ti­vi, ma sono un pa­tri­mo­nio per il Milan e per l’Ita­lia. E un calo dopo un gran­de im­pat­to è fi­sio­lo­gi­co. El Shaa­rawy deve tro­va­re equi­li­brio, quei quat­tro mesi pieni di goal hanno tra­smes­so l’im­ma­gi­ne di un gio­ca­to­re di­ver­so. Lui fa un gran­de la­vo­ro di­fen­si­vo, non può se­gna­re 30 reti a sta­gio­ne, ma 15 sì”. Altro scontento è Giampaolo Pazzini, ma Montolivo, suo grande amico dai tempi dell’Atalanta e Fiorentina, è convinto: “Lui vuole restare e la dimostrato anche in Coppa Italia contro il Sassuolo. Per noi è un giocatore importante anche se ha trovato poco spazio, Comunque il Milan non ha bisogno di rinforzi. Be’ certo è chiaro che i grandi campioni sono ben accetti”. OBIETTIVO STAGIONALE DEL MILAN – Poi è il turno degli obiettivi stagionali:  “Il Napoli mi sembra la squadra più attrezzata. E’ giusto che il presidente Berlusconi sogni in grande. Ma dobbiamo confrontarci con questa realtà. Lui ha un carisma indiscutibile e ogni visita ci rende felici e ci carica. Parlare con lui è stimolante. Ma il presiden­te non può risolvere tutti i problemi. L’Inter non la temiamo, anche se ha fatto acquisti importanti”. LO SCUDETTO PER MONTOLIVO – Dalla corsa all’Europa League allo scudetto e terzo posto. “Il tricolore lo vince la Juventus. Sono stufo delle polemiche arbitrali, spesso sono usate per coprire propri errori. E comunque non vedere un fuorigioco di 20 cm per me non è un errore, ma sono contento per l’introduzione della tecnologia sui goal fantasma”. Poi interviene sui problemi del nuovo Milan: “Non riusciamo a te­nere attaccata la spina, a restare concentrati per 90 minuti. La differenza tra una squadra grandissima e una che ha solo giocatori importanti è proprio questa. Juve e Roma so­no più forti. Ma con lo spirito operaio e crescendo sotto il punto di vista mentale possiamo giocarcela con tutti gli altri. Fatichiamo sempre contro le provinciali che si chiudono, forse anche perchè davanti abbiamo quasi dei contropiedisti”. MONTOLIVO E INZAGHI – Infine Montolivo racconta l’Inzaghi tecnico: “Mi ricorda il Prandelli della Fiorentina, ha grandissima autorità nonostante sia giovane, e ha in testa un’idea di gioco ben chiara. Può diventare un grandissimo allenatore. Si arrabbia poco? Non mi sembra”.

 

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