I pro e i contro del ritorno di Ancelotti al Milan

Pubblicato il autore: Matteo Testa Segui

ancelotti milan

In questi giorni si è parlato molto di un possibile ritorno di Carlo Ancelotti al Milan. Il patron Silvio Berlusconi ha detto apertamente che è lui il primo candidato in caso di esonero dal Real Madrid ma il tecnico ha declinato l’offerta sottolineando che tornerà un giorno in rossonero ma oggi non ci sono le condizioni per questa operazione (se lascerà la Spagna si prenderà un anno sabbatico per curarsi da una stenosi alla cervicale). Nonostante queste dichiarazioni, l’ad Adriano Galliani è volato oggi a Madrid per “incontrare un italiano” ed è evidente che si tratti del tecnico di Reggiolo. In attesa degli sviluppi delle trattative, ecco quali possono essere i pro e i contro di un ritorno di Ancelotti al Milan.

Ancelotti Milan, gli aspetti positivi

Uno degli allenatori più vincenti della storia rossonera: Ancelotti è sicuramente uno degli allenatori più vincenti che si sono seduti sulla panchina del Milan. Tra il 2001 e il 2009, il tecnico di Reggiolo ha messo in bacheca 8 trofei: 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee, 1 Mondiale per club, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana e uno scudetto. All’estero Ancelotti ha vinto 1 FA Cup, 1 FA Community Shield e la Premier League con il Chelsea, una Ligue 1 con il Paris Saint Germain e 1 Champions League, 1 Copa del Rey, 1 Supercoppa europea e un Mondiale per club con il Real Madrid.

Ha già gestito una piccola rifondazione: Quando è arrivato sulla panchina del Milan nel 2001, Ancelotti ha trovato una squadra che aveva chiuso l’anno precedente al sesto posto e in cerca di nuovi stimoli. In quel periodo il club non stava certo vivendo una situazione drammatica come l’ultimo triennio ma si può dire che l’allenatore emiliano abbia comunque la capacità di ridare vigore e grinta a giocatori ormai spenti (con un piccolo aiuto da parte della proprietà sul mercato). La stessa cosa, ad esempio, è avvenuta in piccola parte anche al Chelsea.

Buon rapporto con i calciatori: Ovunque sia passato Ancelotti ha stretto ottimi rapporti con i propri calciatori. Moltissimi lo ricordano sempre con affetto e Gennaro Gattuso, che ha sempre detto di ispirarsi a lui per la sua carriera di allenatore, ha detto di essere disposto “ad andare a piedi a prenderlo” pur di farlo tornare al Milan. Nonostante il momento difficile al Real Madrid, Cristiano Ronaldo sui social network lo ha definito un “grande allenatore e persona meravigliosa” e ha dichiarato di sperare “di lavorare ancora assieme nella prossima stagione”. Ancelotti ha avuto un buon rapporto anche con il pubblico. Per i tifosi rossoneri è un mito vivente mentre in Inghilterra e Spagna è stato ribattezzato rispettivamente “King Charles” e “Rey Carlos”. A Madrid in effetti ha avuto qualche dissapore con i supporter blancos. A seguito della sconfitta senza conseguente in Champions League con lo Schalke 04, su Twitter i tifosi merengues hanno chiesto il suo esonero all’hashtag #AncelottiVateya.

DNA rossonero: Ancelotti ha chiuso la sua carriera di giocatore nel club di Via Aldo Rossi con 9 trofei vinti, conosce l’ambiente Milan in tutte le sue sfaccettature ed è un vero e proprio cuore rossonero. Il video proposto in seguito vale più di mille parole:

(video credits paolino1989)

Ancelotti Milan, gli aspetti negativi

Rosa competitiva? Nel caso in cui il ritorno di Ancelotti non fosse accompagnato da un rinforzamento della rosa, difficilmente il tecnico riuscirebbe a riportare il Milan nei posti che gli competono. Diversi giocatori in scadenza non rinnoveranno e il mercato è al momento bloccato dalle notizie sulla cessione di quote del club da parte di Berlusconi.

Storicamente chi ha avuto una seconda chance ha fallito: Il passato dice che gli allenatori che si sono seduti in due diverse occasioni sulla panchina rossonera non hanno mai avuto molta fortuna. Nel 1996 Arrigo Sacchi finì la stagione all’11esimo posto dopo aver allenato il Milan fra il 1987 e il 1991. La stessa cosa vale per Fabio Capello, che l’anno successivo chiuse il campionato al decimo posto. Anche per i calciatori le cose non sono andate meglio, emblematici i casi di Andriy Shevchenko e in parte di Ricardo Kakà.

Sarà motivato? Dopo aver gestito organici competitivi come quelli di Real Madrid, Chelsea e PSG, Ancelotti sarà davvero motivato ad allenare giocatori di livello inferiore e a competere per obiettivi non di primissimo livello? Tutto dipenderà dalle decisioni di Berlusconi in merito alla cessione della società o di una quota di minoranza ma attualmente le prospettive future del Milan non sono certo quelle di raggiungere i top team continentali. Inoltre, dal punto di vista del club, forse sarebbe più opportuno la ricerca di un allenatore con nuove idee e pronto a dare un taglio netto al passato.

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