Jonathan saluta l’Inter: “Vi sarò sempre grato”

Pubblicato il autore: Alberto Tuzi Segui

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In principio era il giocatore più criticato delle recenti e poco competitive rose nerazzurre, poi però divenne Il DivinoJonathan Ciceiro Moreira, 29enne esterno di centrocampo brasiliano è giunto alla fine della sua avventura, dal prossimo mese sarà ufficialmente un giocatore svincolato del mercato Inter: la società di Via Durini infatti non gli rinnoverà il contratto in scadenza a giugno, lasciando Jonathan libero di accordarsi con altre squadre. Pesantemente condizionato da un infortunio al ginocchio con cui ha concluso in anticipo la stagione con l’intervento chirurgico dello scorso febbraio, dopo quattro stagioni dunque è giunto il momento per il gabbiano di spiccare il volo verso nuove mete. In un intervista alla Gazzetta dello Sport Jonathan ha voluto però ringraziare l’Inter e salutare i suoi tifosi, con cui ha avuto in questi tormentati anni un rapporto piuttosto particolare: «Era sempre colpa mia qualsiasi cosa accadesse. Poi invece con Mazzarri tutto cambiò. Ma non ho mai pensato di andar via nonostante mi dessero ogni colpa. L’Inter ha avuto la pazienza di aspettare e gliene sarò sempre grata. Credo di avere ripagato la società e i tifosi che mi odiavano». 

Quando arrivò nell’estate del 2011 veniva presentato dagli esperti come il potenziale erede di Maicon, il Colosso nerazzurro dominatore della fascia destra. Ma già dalla diversa stazza fisica (Jonathan è alto a malapena 170 cm) si doveva capire che il paragone era impresentabile. E infatti nella sessione invernale Jonnhy venne rigirato al Parma per fare esperienza, tornando poi in nerazzurro sotto la gestione di Andrea Stramaccioni. Un altro anno disgraziato con Jonathan spesso tra i più bersagliati dalla tifoseria, poi l’arrivo di Walter Mazzarri in panchina. Il 3-5-2 del tecnico di San Vincenzo agevolò il brasiliano che su Mazzarri aggiunge: «Quando sbagliavo mi diceva semplicemente di riprovarci». Jonathan divenne quasi una pedina insostituibile, con 32 presenze e 4 reti nella passata stagione, venendo schierato esterno di centrocampo e a volte anche interno. Addirittura si parlò di possibile convocazione in nazionale nella lista dei 23 Azzurri in partenza per il mondiale brasiliano (ha la cittadinanza italiana, ndr). Poi l’infortunio e l’arrivo di Roberto Mancini con il Divino di nuovo ai margini del progetto nerazzurro. Tuttavia Jonnhy non serba rancore: «Di Mancini non posso dire molto, ho lavorato davvero poco con lui. Però ho instaurato un buon rapporto umano».

Jonathan non verrà di certo ricordato come uno dei migliori giocatori della storia dell’Inter, però un dato è innegabile: ha conquistato con lavoro, silenzio e sacrificio se non proprio affetto almeno un pò di simpatia da parte dei supporters nerazzurri. Questa la parabola del gabbiano nerazzurro, da bidone a Divino nel giro di una estate.

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