Galliani: “Un errore vendere Pirlo, se non arriva Romagnoli stiamo così”

Pubblicato il autore: Matteo Testa Segui

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Nel giorno del suo compleanno l’AD del Milan Adriano Galliani ha rilasciato un’interessante intervista alla Gazzetta dello Sport che propone interessanti spunti di riflessione. Il manager rossonero ha parlato del rapporto con l’AD per la parte commerciale, Barbara Berlusconi, del perché Paolo Maldini non ha un ruolo in società e soprattutto di calciomercato. Inoltre, Galliani ha ammesso l’errore più clamoroso della sua carriera.

Galliani a tutto campo: “Barbara B.? Ho accettato a fatica, Maldini? Gli ho proposto un ruolo ma ha rifiutato”

Galliani ha spiegato meglio il processo che lo ha portato a passare da factotum a condividere il suo ruolo con la figlia di Berlusconi: “Il nuovo assetto è stato deciso da Silvio Berlusconi. Noi prima l’abbiamo accettato e poi condiviso. Accettato a fatica? Per quanto riguarda me, sì: un po’ di fatica. Ma adesso siamo in piena sintonia“. L’AD ha anche chiarito il suo rapporto con la bandiera rossonera Paolo Maldini: “I rapporti sono buoni, Paolo è la leggenda dal Milan. Non ho mai avuto alcun problema con lui e non c’è nessuna preclusione nei suoi confronti. Gli avevo offerto la direzione del settore giovanile con ampia autonomia, ma lui ha rifiutato“.

Galliani parla di calciomercato: “Possiamo competere per primi tre posti. Pirlo? Un errore cederlo”

Galliani ha poi parlato del mercato rossonero e delle prospettive per questa stagione. “Crediamo possa essere un Milan in grado di competere con le altre grandi per i primi tre posti.  – ha dichiarato l’AD – È un Milan profondamente cambiato: allenatore, staff tecnico, modulo, dieci nuovi giocatori tra acquisti, rientri e promozioni dalla PrimaveraIbrahimovic è sotto contratto con il Psg fino al 30 giugno 2016, non c’è altro da dire. Romagnoli? Dipende dalla Roma: noi abbiamo offerto 25 milioni, ma se non lo vogliono vendere, non lo vendono. E se non arriva lui, noi restiamo così“. Infine, Galliani ha ammesso l’errore più grande della sua carriera da dirigente: “Lasciare andare via Pirlo. Errore in compartecipazione con altri, ma non dico chi…”.

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