Milan, il curioso caso di M’Baye Niang

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

303375_heroaM’Baye Niang sbarca in Italia nell’estate del 2012 , da semisconosciuto giovanissima promessa del Caen, dipinto dai media francesi come il Balotelli d’Oltralpe, più per gli atteggiamenti sopra le righe che per le doti  tecniche. Dopo i primi mesi di panchine e tribune allegri comincia a dargli fiducia al fianco di Balo ed El Shaarawy nel trio delle creste.

Il 12 marzo 2013, al Camp Nou contro il Barcellona quel palo pieno colpito a tu per tu con Victor Valdes sembrava essere la condanna definitiva per la carriera in rossonero di Niang. Altri 6 mesi tra panchina e tribuna, il prestito senza troppi squilli al Montpellier. Con Inzaghi in panchina la musica non cambia, sporadiche apprizioni, tanta muffa in panchina.

A gennaio 2015 la svolta, il prestito al Genoa e Gasperini riesce a tirare fuori il meglio dal giovane francese, facendolo diventare l’idolo di Marassi.

Mihjalovic lo ha blindato subito , anche con il rinnovo di contratto fino al 2019, spalancando di fatto le porte alla cessione di El Shaarawy, ex gemello nel trio delle creste. Il serbo vede in lui l’attaccante polivalente che tanto piacciono  agli allenatori moderni.

Niang ha destato un’ottima impressione nella prima uscita contro l’Alcione , 2 reti, tanta corsa e tante belle giocate sotto l’occhio vigile di Sinisa Mihajlovic.

In avanti c’è sovraffollamento in casa Milan, ma Niang , 21 anni ancora da compiere, ha già fatto capire che è stanco di fare la comparsa a Milanello e vuole fortemente imporsi definitivamente in Serie A con la maglia rossonera.

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