Roma, Holebas via: Baba, Masuaku o Lazaar le alternative al greco

Pubblicato il autore: Giuseppe Cubello Segui

Baba

ADDIO HOLEBAS, BABA IN PRIMA FILA – Formalizzata la cessione di José Holebas al Watford dopo appena una stagione in maglia giallorossa, per 2,5 milioni di euro più 500mila euro di bonus, Walter Sabatini lavora per regalare subito un degno sostituto al greco e, a dire il vero, cercare di sistemare quella parte di campo in cui la Roma ha sempre avuto qualche difficoltà. L’addio imminente di Ashley Cole, poi, che va verso la rescissione contrattuale, potrebbe costringere il club capitolino a cercare non un terzino, ma ben due. Il nome più caldo è sicuramente quello di Baba dell’Augsburg, ma occhio anche a Masuaku dell’Olympiacos, in gran spolvero nelle sue ultime stagioni e al marocchino Lazaar del Palermo, che piace molto a Walter Sabatini.

Per il classe 1994 Abdul Rahman Baba, l’interesse giallorosso è forte ma le pretese del suo club sono alte: si parla di 15 milioni di euro per convincere la società a lasciarlo partire. Su di lui, tra l’altro, è da registrare l’interesse di diversi club: il Chelsea e, notizia di pochi minuti fa, anche il Manchester City. La spietata concorrenza, dunque, potrebbe far lievitare il prezzo per il calciatore ghanese e le probabilità per la Roma di spuntarla diminuiscono sensibilmente. Appena un gradino più in giu, c’è un altro giovane francese di belle speranze: Arthur Masuaku dell’Olympiacos, che prima con la maglia del Valenciennes e poi con quella della società greca, sta dimostrando al mondo il suo grande valore. Per lui, le richieste sono inferiori, si tratta per 8 milioni di euro circa.

La Roma vorrebbe cercare di ottenere uno sconto sulla trattativa per Baba o Masuaku e nel caso in cui, invece, le due società non dovessero abbassare le pretese, l’alternativa potrebbe essere Lazaar del Palermo, classe 1992 con una valutazione sicuramente inferiore. La Roma, tra l’altro, potrebbe puntare sui buoni rapporti tra Sabatini e il patron del Palermo Maurizio Zamparini, anche se quest’ultimo, di solito, non fa sconti a nessuno.

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