Sabatini: “La Roma pensa a prendere Dzeko, Ibra non è possibile”

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

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Dal “Football Fest” di Perugia il Ds della Roma, Walter Sabatini, ha parlato a tutto tondo della società, senza risparmiare alcune piccole stoccate all’ambiente. I temi più caldi, naturalmente, riguardano il mercato Roma, a partire da quello molto criticato del gennaio scorso: “Non avevo bisogno di essere difeso, mi ero già autodenunciato – ha spiegato il Ds – . Gli investimenti, però, hanno portato i punti che servivano per andare in Champions League, visto che quel povero disgraziato e vituperato di Doumbia ha aperto due partite che ci hanno permesso di portare a casa 6 punti, mentre la progressione di Ibarbo ha prodotto il primo gol nel derby”. Sul sogno Ibrahimovic è poi arrivata una sentenza che non farà piacere ai tifosi: “Se basta Ibra per vincere lo scudetto? Sì, ma basta anche per rovinare una società. Non è un acquisto possibile”. Niente da fare, quindi, secondo Sabatini.

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Il punto di Sabatini sul Mercato Roma

Su trattative più alla portata delle casse giallorosse ha invece precisato: “Dzeko non è vicinissimo alla Roma, ma la Roma pensa a prenderlo. Gervinho? Non vuole andarsene, ha cambiato idea: vuole rimanere a Roma”. Un capitolo a parte ha poi meritato Iturbe, pallino di Sabatini: “Hanno voluto distruggerlo in fretta. Non ha bisogno di essere difeso. Il ragazzo ha una tenacia e una forza sua interiore che, mi dispiace per i detrattori, ma diventerà un grande giocatore da subito”. Da risolvere in uscita anche la questione legata al laterale greco Holebas, che secondo collaboratori a lui molto vicini non avrebbe ancora firmato per il Watford e sarebbe ancora un giocatore della Roma a tutti gli effetti, così come Mattia Destro. L’attaccante vorrebbe saltare il ritiro di Pinzolo che scatta domani, vedremo cosa riuscirà a fare Sabatini.

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Il Ds ha raccontato anche un retroscena della Roma che poteva essere e non è stata: “Ho incontrato Bielsa, su una panchina a Madrid. Aveva già deciso come dipingere i muri di Trigoria. È un personaggio pieno di poesia calcistica”. Si parla del 2013, prima dell’arrivo di Garcia, un’altra Roma con altri interpreti.

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