Mercato Milan, Romagnoli sfida tutto e tutti. Vuole la 13 di Nesta

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

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MERCATO MILAN – Forte, tecnico, mancino come lo voleva Sinisa, dannatamente costoso, e soprattutto coraggioso. Alessio Romagnoli è da considerarsi ormai un nuovo giocatore rossonero. Tutto fatto, accordo con la Roma, con l’agente del giocatore, visite mediche prenotate per domattina. Pronta la maglia da titolare che il suo mentore Sinisa Mihajlovic gli darà ad occhi chiusi. Una maglia, che a quanto riporta Sky Sport, sarà la numero 13. Non un numero qualsiasi per i tifosi rossoneri. Romagnoli prenderà la 13 di Alessandro Nesta, suo idolo da sempre. Un bel coraggio per chi è nato e cresciuto nella Roma, che ha in parte del cognome il nome della squadra in cui è diventato grande. Un bel coraggio perché Nesta prima di essere milanista è sempre stato laziale. Un bel coraggio perché una scelta del genere significherebbe dare un calcio, magari mancino, ai suoi detrattori. A chi dice che sì è forte, ma 30 milioni sono troppi. Una scelta forte per un ventenne che sembra dire alla Serie A “non ho paura, quei soldi sono ben spesi”. Di sicuro è ciò che si augura il Milan e Mihajlovic, che Romagnoli lo ha voluto più di ogni altro. Lo ha allenato a Genova, sa quanto vale. E poi è mancino, come lui, tecnico come lui, forte come lui. Punizioni a parte si direbbe quasi che il serbo riviva la sua carriera attraverso l’ex 46 della Roma, altro numero sportivamente evocativo ma calcisticamente meno pesante. E pensare che Romagnoli avrebbe voluto il 5, quel numero prima lasciato da Philippe Mexes dopo la scadenza del contratto a fine giugno, e poi riagguantato dal francese appena dieci giorni dopo. Anche la sorte sembra dare ragione al 13.

I numeri sono importanti…specie per i tifosi

Due i numeri 13 dopo Alessandro Nesta al Milan. Francesco Acerbi, passato da milanello per una stagione nel 2012-2013, difensore centrale e per giunta mancino, e Adil Rami, punto fermo per Clarence Seedorf, testa calda per Pippo Inzaghi. I suoi predecessori forse smorzano la tensione, ma Romagnoli sa che per un tifoso quel numero pesa. Gli stessi tifosi che hanno dovuto digerire il 22 di Kakà prima sulle spalle di Borriello e poi su quelle di Nocerino, l’8 di Gattuso sempre sulle spalle di Nocerino, il 23 di Ambrosini ancora una volta preso da Nocerino. Ecco un altro che non ha avuto timore che le spalle pesassero troppo. Fino a quella maledizione della maglia numero 9 che dopo Inzaghi ha visto una serie di attaccanti indossarla senza riuscire a segnare neanche 20 gol tutti insieme. Pato, Torres, Destro, Matri… una sciagura. Adesso il 9 è sulle spalle di Luiz Adriano, uno che l’anno scorso in Champions League con lo Shaktar Donetzk ha segnato 9 reti in appena 7 gare disputate. 9 reti. 9. Speriamo che il 9 porti fortuna almeno a lui. E che il 13, in barba a superstizioni, cabale e sfide varie, sia quella giusta per Romagnoli. Quella giusta per una difesa che non ha un vero leader proprio dai tempi di Sandro Nesta. Quella giusta per Mihajlovic. Quella giusta per il Milan.

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