Milan, spesi 90 milioni ma il centrocampo resta imbarazzante

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

galliani

Altro che ore del condor. L’ultimo giorno del mercato del Milan non è mai stato inutile quanto quello appena concluso. Si aspettava il botto per completare, ad onor del vero, una campagna acquisti buona, sicuramente migliore rispetto agli ultimi anni fatti di parametri zero e suppellettili vari. E invece nulla. Quel tanto atteso centrocampista di qualità, di esperienza, di personalità non è arrivato e i problemi in mediana sembrano gli stessi di un anno fa. Galliani non è riuscito a portare a casa Axel Witsel, che sarebbe venuto al Milan a piedi da San Pietroburgo. Ma c’è di peggio, perché neanche il più fattibile Roberto Soriano, che voleva solo i rossoneri, ha firmato per il diavolo. Un disastro insomma, il condor è rimasto a dormire.

Il problema per il Milan, da Pirlo in poi, è sempre stata la qualità nei piedi di chi deve creare gioco, di chi deve anche solo con uno sguardo far capire agli attaccanti che la palla arriverà proprio lì. Il Milan e il suo a.d. sembrano non aver capito questo piccolissimo particolare. Bene, ottimo comprare due attaccanti del calibro di Bacca e Luiz Adriano, bisognava farlo. Ma i due sudamericani non sempre potranno risolvere le partite da soli come è già successo sabato scorso contro l’Empoli. Serviva un centrale di difesa, lo hanno trovato giovane e forte (e costoso, troppo costoso) in Romagnoli. Hanno preso Bertolacci a centrocampo. Continuo a credere che, malgrado le prime apparizioni in rossonero, il ragazzo valga. Il problema non è lui. Il problema è che lui non basta. Soprattutto se, dando un’occhiata ai nomi a centrocampo ci si rende conto che il più tecnico è Montolivo, uno scostante e di sicuro poco gradito a Sinisa Mihajlovic, visto che negli ultimi giorni di mercato hanno cercato di sbolognarlo a chiunque. E poi una sfilza di nomi che nel Milan fino a cinque anni fa avrebbero fatto i gregari. Poli, De Jong, Nocerino, Kucka, Suso. Dalla lista escludo Giacomo Bonaventura, uno che ha dimostrato tanta qualità in qualsiasi ruolo, e che avrebbe certo meritato di vestire i colori rossoneri sempre. Il suo ingresso in campo contro l’Empoli ha fatto capire che dietro le punte ci deve essere lui. Destro, sinistro, imprevedibile, veloce, tecnico e soprattutto costante.

E le altre? Le altre squadre, e prendo in considerazione quelle che in teoria dovrebbero essere le contendenti del Milan a non so più cosa, hanno dato respiro proprio al centrocampo. La Roma di qualità in mezzo ne ha pure troppa, l’Inter ha preso Kondogbia e Felipe Melo oltre ad una sfilza di giocatori che hanno alzato notevolmente il livello della rosa di Mancini. Anche la Juve, la squadra da battere nonostante l’inizio in salita dovuto agli infortuni e a un importante cambio generazionale, ha preso Khedira, Lemina, Hernanes, lasciando partire Pirlo e Vidal si, ma trattenendo Pogba e Marchisio, mica bruscolini.

Penso però che oltre alle solite, inutili, sfuriate presidenziali, il buon vecchio Adriano Galliani abbia perso qualcosa. Che sia mordente, che sia credibilità, che sia atteggiamento è tutto da capire. L’a.d. forse si era così tanto abituato a fare mercato con 0 euro, che tanto ben di dio non gli è parso vero. Ripeto. Non è una critica ai giocatori presi. Ma tranne Romagnoli, fortemente voluto dal tecnico, tutti sono ripieghi di altri. Inutile stare qui a ricordare le vicende Martinez e Kondogbia, o Ibrahimovic e lo stesso Witsel. Anni di incuria societaria hanno portato i giocatori, soprattutto i giovani, a non considerare la storia del Milan, ma semplicemente le loro carriere. E quello che è evidente è che il Milan non abbia un progetto. Che abbia pensato prima ad una rosa giovane e italiana per poi vendere El Shaarawy, Mastour, Verdi e lasciarsi scappare Baselli, che al Toro sta facendo faville, non ha senso. Così come non ha senso stare due mesi su un giocatore, che vuole fortemente la tua squadra, e poi dire “si sapeva non sarebbe venuto“. Non ha senso spendere tre milioni per Kucka, e abbandonare uno che il centrocampo te lo avrebbe cambiato davvero perché credi che il Milan sia quello che faceva paura anche sul mercato. Le società serie, hanno capito ormai da tempo il tuo gioco, hanno preso le contromisure. I temporeggiamenti inutili per far abbassare di un paio di milioni il cartellino. Cosa che lo Zenit peraltro aveva fatto da tempo, abbassare da 40 milioni a 25, ma chissà per quale assurdo motivo non è bastato. I giocatori si pagano alle nostre condizioni, sembrano dire ogni volta che il Milan si affaccia ormai timidamente a chiedere chicchessia. Non sempre l’amico Preziosi potrà venire incontro. Spendere quasi 90 milioni di euro senza aver davvero cambiato il volto alla squadra è una cosa senza senso.

Confido nel lavoro di Mihajlovic, nella sua tenacia. Ma che non mi venissero a dire che il Milan è stato costruito per tornare in Champions, perché un onesto quinto posto sarebbe grasso che cola. Il 31 agosto 2015 sarà ricordato in casa rossonera per un evento molto speciale. Zaccardo ha finalmente accettato, dopo una decina di richieste, di andare a giocare altrove e non fare tribuna fissa. Si perché il problema di quando prendi giocatori scarsi a parametro 0 è che nessuno te li compra per via di quegli ingaggi assurdi che gli fai. Né tanto meno uno Zaccardo di turno sacrifica i suoi milioncini per non fare niente. Perché il problema, è stato anche in uscita. 15 milioni per la cessione di El Shaarawy, qualcosina per Rami e poi il nulla, prestiti o rescissioni a 0. Sapevamo che la risalita sarebbe stata lunga, ma i tifosi rossoneri non pensavano di patire come e forse più delle ultime sessioni di mercato. Perché se sai che non ci sono i soldi, pazienza. Quando ci sono i soldi e ti senti dire “siamo a posto così, siamo competitivi” il giorno dopo aver visto nello stesso centrocampo Nocerino, De Jong e Suso, un po’ l’amarezza cresce. Amarezza è il termine più politically correct che potessi usare. E poi, una sola domanda mi ritorna nel cervello da giorni. Ma Balotelli, chi me lo trova il senso? Adesso voglio solo essere smentito.

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