Il mercato dei flop players

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo Segui

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Si è parlato molto bene in questi giorni di squadre come Fiorentina e Villareal. Si è elogiata la loro capacità di operare oculatamente sul mercato, mettendo a segno colpi intelligenti (vedi Kalinić) e puntellando la squadra dove necessario. Due compagini che, spendendo molto meno della metà del budget utilizzato dalle big di Serie A e Liga, si trovano in testa alla classifica. Dall’altro lato della medaglia però c’è chi invece ha speso tanto e ha racimolato poco o niente dal proprio investimento.

  • Geoffrey Kondogbia, la stella del mercato nerazzuro che sembra perdere lucentezza, oltre che la sicurezza di una maglia da titolare, ad ogni partita che passa. Il francese ex Monaco, pagato 35 milioni, ha una media voto sotto la sufficienza e non è mai stato decisivo nelle prime 7 di campionato. Nonostante la fisicità e l’ottima tecnica, il ragazzo non riesce ad ambientarsi nel campionato italiano e perde impietosamente il confronto con il connazionale Pogba.
  • Alex Sandro, il terzino sinistro (anche esterno) tanto cercato dalla Juventus e pagato oro, 26 milioni,  è stato impiegato pochissimo da mister Allegri (195 minuti se consideriamo anche la Champions) nonostante abbia messo in campo delle discrete prestazioni. Gli viene preferito praticamente sempre Evra, ma forse il tecnico livornese, come con Morata lo scorso anno, sta cercando di inserirlo lentamente negli schemi della squadra.
  • Alessio Romagnoli, personalità di Nesta e tocco di Zidane. Magari. Il giovane difensore del milan, pagato 25 milioni dopo una trattativa ad oltranza, sta inesorabilmente deludendo tutti con prestazioni sotto tono. Non da mai sicurezza e si è anche già beccato un’espulsione. Ha però l’attenuante dei vent’anni: a quell’ età è difficile guidare una difesa degli orrori come quella rossonera.
  • Mirko Valdifiori, pupillo di Sarri che ha seguito il mentore a Napoli e che avrebbe dovuto impostare il gioco partenopeo. Finora non ci è decisamente riuscito. Le prestazioni sottotono hanno convinto anche il tecnico toscano a metterlo, a malincuore, in panchina e la squadra, da quando è fuori, ha iniziato viaggiare veloce.
  • Antonio Cassano, svincolatosi da un Parma in rovina e fuori dall’attività agonistica per sei mesi. Fantantonio si è rimesso in gioco, a 33 anni, tornando in quella Samp che lo ha fatto rinascere. Ma la forma fisica non al top (è ancora in sovrappeso) e il poco feeling con Zenga che non l’hai mai voluto, hanno prodotto un totale di 78 minuti giocati.
  • Mario Suarez, giocatore di tutto rispetto, una finale di Champions League e una Liga vinta con l’Atletico Madrid nel curriculum, giocatore abile e ordinato che ha brillato sempre al Calderòn. Che fine ha fatto? Solo due presenze per lui, tra l’altro partendo dalla panchina, e una gara da titolare in Europa League. Sembra non integrarsi bene nel carro armato viola e Sousa non lo tiene per niente in considerazione. E’ però da tenere conto che siamo solo alla settima giornata di campionato e c’è ancora tanto tempo per poter rimediare. La serie a è un campionato duro ed è molto difficile ambientarsi subito e fare bene. E non sono mica tutti fenomeni come Tevez o Higuain.
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