Ausilio a 360° sul mercato: “Candreva forte ma un sogno, Berardi interista, Pirlo non serve”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista

Ausilio a 360° sul mercato Candreva forte ma un sogno, Berardi interista, Pirlo non serve
Ausilio a 360° sul mercato: “Candreva forte ma un sogno, Berardi interista, Pirlo non serve”.
Ospite degli studi di Gazzetta tv, il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio ha parlato a tutto tondo del mercato nerazzurro. Candreva, il nome uscito prepotentemente ieri proprio sulla rosea, è un giocatore forte ma destinato a rimanere un sogno, Berardi è notoriamente di fede interista ma la sua situazione è definitiva, mentre Pirlo non si discute ma numericamente non serve per il centrocampo. Questi i temi più caldi tra quelli trattati dal dirigente interista, apparso particolarmente in vena forte del primo posto in classifica con cui la sua Inter sta riscattando le ultime, infelici stagioni.

Non mi aspettavo di essere lassù perché abbiamo cambiato così tanti giocatori – esordisce Ausilio, commentando la situazione di classifica in campionato -, invece siamo andati abbastanza bene. E forse abbiamo fatto finora un cammino anche oltre le nostre aspettative, ma questo non vuol dire certo che vogliamo fermarci. Bravo Mancini, ma anche bravi tutti i giocatori“. La chiave di volta per ritrovare l’Inter al vertice è da rinvenire senza dubbio nella decisione di sostituire Mazzarri, il cui rapporto con l’ambiente e la squadra era ormai saturo, con Roberto Mancini, l’uomo della svolta per il ciclo vincente dell’Inter di qualche anno fa. Ausilio ripercorre così quei momenti concitati risalenti ad un anno fa: “Riportare Mancini all’Inter è stato faticoso, sono sincero. Se c’era da cambiare mister Mazzarri, lo si doveva fare solo con un allenatore importante. Ci siamo sempre detti: o Mancini o niente. Quando abbiamo avuto il primo contatto con Mancini, abbiamo capito che sarebbe stata durissima“, la precisazione del direttore.

Al Mancio, come preventivato, è stata promessa carta bianca in sede di mercato. Sia dal punto di vista della programmazione, sia da quello più diretto legato al contatto con i giocatori individuati come concreti obiettivi di mercato. Ausilio scherza sulle ormai proverbiali chiamate di Mancini: “La prima cosa che ha chiesto Mancini quando è arrivato è stato un telefono. Con il tempo, poi, abbiamo capito il perché. Chi chiama i calciatori? Dipende dai calciatori, alle volte i numeri ce li dà lui“. A cavallo tra la fine della scorsa stagione e l’inizio della corrente, Mancini aveva più volte spiazzato tutti ai microfoni parlando della necessità di acquistare 10 giocatori. Apparentemente sembrava scherzasse, invece… “Quando Mancini disse che voleva dieci giocatori – racconta un Ausilio visibilmente sorridente -, io pensavo che scherzasse e invece, lo scorso agosto, alla fine lo abbiamo accontentato al 100%“, ricorda Ausilio, per distacco l’operatore di mercato più attivo dell’ultima finestra di mercato estiva.

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Il colpo più lungo, come ricorderanno i tifosi nerazzurri, è stato senza dubbio quello legato all’arrivo di Perisic a Milano. Una trattativa estenuante quella condotta con il Wolfsburg, società solidissima dal punto di vista finanziario e che non aveva bisogno di iniezioni di liquidità dopo la trattativa monstre con il Man City per Kevin De Bruyne (circa 74 mln nelle casse dei tedeschi). Ausilio, però, ci tiene a sottolineare che i momenti più intensi sono stati vissuti per Kondogbia, in quella pazza tre giorni nel Principato in cui le telecamere delle principali emittenti televisive raccontavano del duello ravvicinato tra Inter e Milan per strappare il francese al Monaco: “Perisic è stata una maratona, non finiva mai, e a un certo punto ho anche pensato che si potesse non fare. Ma il più sudato è stato Kondogbia, comprato in tre giorni intensissimi e caldissimi a Monaco, in una città di mare“,il ricordo di Ausilio.

Il primo posto non soddisfa ancora pienamente Mancini, che sebbene intraveda grossi margini di miglioramento sotto il profilo del gioco, è altrettanto consapevole della necessità e della concreta possibilità di migliorare in alcuni reparti individuati in modo mirato, per puntare dritti all’obiettivo massimo. Nonostante l’iniezione di fiducia trasmessa da un determinatissimo Thohir, che ieri ha parlato dal Kuwait, Ausilio si mostra più prudente a riguardo, anche se le sue dichiarazioni sembrano più che altro di facciata. “Io non sono così sicuro che ci sarà bisogno di fare qualcosa a gennaio – afferma Ausilio frenando parzialmente i legittimi entusiasmi della piazza -. Una squadra in testa al campionato può anche andare avanti così fino a giugno. Ma a gennaio faremo le nostre valutazioni, e se ci sarà bisogno di fare qualcosa non ci tireremo indietro. Tenendo presente anche che c’è il fair play finanziario della Uefa, un patto da rispettare, e un occhio da dare alle uscite“.

Inevitabile, però, soffermarsi almeno un attimo su alcuni dei nomi che gravitano con maggior insistenza attorno all’orbita nerazzurra. Partendo dal nome forte di ieri, quel Candreva definito forte ma destinato a rimanere un sogno a causa dell’oggettiva difficoltà presentata dal dover trattare con un osso duro come Lotito.  “Candreva è un giocatore forte. Ma ci sono presidenti e società che sono talmente abili e con le quali non ti puoi nemmeno avvicinare. E con la Lazio è meglio lasciare certi giocatori nei sogni. Candreva è un sogno, è un giocatore importante della Nazionale che conosco da tantissimo tempo“. Passando per Pirlo, il tormentone delle ultime settimane, da molti individuato come l’uomo in grado di elevare sensibilmente il tasso di qualità in mezzo al campo, zona nella quale alla lunga i mediani come Medel e Felipe Melo rischiano di palesare la necessità di un uomo d’ordine che detti i tempi in mezzo al campo, con caratteristiche diverse da interni d’inserimento e quantità come Brozovic e Guarin. Per Ausilio, però, Pirlo non serve: “Andrea non si può discutere come calciatore – continua Ausilio, facendosi più serio -. Penso che trovare qualcuno che non apprezzi Pirlo sia impossibile. Ma dobbiamo essere realisti: nel reparto siamo a posto. Ma è anche un tipo di giocatore che non abbiamo, ma credo che abbiamo giocatori in quel reparto che ci permette di essere a posto così“. Curiosamente non si parla di Biglia, altro obiettivo di mercato per il ruolo di regista ma al pari di Candreva elemento complicatissimo da raggiungere, soprattutto a gennaio.

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Ci scappa anche una battuta su Berardi, talento classe ’94 di proprietà del Sassuolo ma legato alla Juventus da un’opzione di acquisto per una cifra attorno ai 20 mln. Il ragazzo calabrese non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra, ma Ausilio si mostra piuttosto prudente a riguardo, non lasciando almeno apparentemente alcuno spiraglio aperto: “La sua è una situazione definitiva. Peccato, mi piace molto ed è anche un tifoso interista“, taglia corto il dirigente nerazzurro. Sempre per il ruolo di esterno d’attacco, sembra intramontabile l’accostamento di mercato tra Inter e Lavezzi. Da almeno due anni a questa parte il nome del Pocho viene puntualmente avvicinato alle trattative di mercato nerazzurre, oggi più che mai vista la scadenza di contratto nel 2016 ed il rapporto ormai definitivamente logorato con il tecnico Blanc. Dalle parole di Ausilio, però, emerge un interesse non più così attuale: “Con il suo agente ho parlato quest’estate, il tentativo è stato fatto a inizio agosto perché cercavamo l’esterno che poi sarebbe stato Adem Ljajicla chicca di mercato di Ausilio -. Ma si capì subito che le possibilità erano poche, lui voleva rimanere al Psg. Ha dei costi e dei numeri che sono parecchio importanti“.

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Infine una breve ma concisa panoramica sui diversi giovani seguiti dall’Inter, dal serbo della Stella Rossa Grujic al croato Pjaca della Dinamo Zagabria, già vicino in estate, passando per la nuova stellina della serie B, il classe ’95 Sensi del Cesena, sul quale è forte l’interesse delle altre big italiane con il Milan in prima fila. “A che punto siamo nella trattativa per Grujic? Siamo a un punto in cui ho visto una partita, approfittando della pausa del campionato per le nazionali – frena Ausilio -. E’ un giovane di talento, sicuramente uno dei migliori a livello europeo. E’ un ragazzo sveglio. C’è stato un breve contatto con il ragazzo, con la famiglia, autorizzato dal suo club. Ma non è cominciata nessuna trattativa“, la puntualizzazione del d.s. dell’Inter. Massima cautela anche su Pjaca, la cui valutazione molto alta ha costituito un serio ostacolo alle trattative già ventilate in agosto: “Giovane di grande interesse, ma bisogna capire se è da Inter. E poi viene da botteghe che non sono mai economiche“. Infine Sensi, regista che gli osservatori del campionato cadetto già accostano a Verratti, forse in maniera leggermente azzardata: “E’ un ragazzo sicuramente interessante. Non so se sia il nuovo Marco Verratti, ma tecnicamente lo trovo diverso“, il parere lucido di Ausilio, che dimostra di aver seguito l’esplosione di Sensi in Romagna.

Infine, dopo aver glissato sulla situazione dello scontento Montoya (0 presenze finora ed una bocciatura da parte di Mancini che risale addirittura al ritiro pre-campionato), Ausilio parla brevemente delle situazioni legate ai rinnovi contrattuali più spinosi in casa nerazzurra. Con un punto fermo: sarà ancora Handanovic a difendere i pali dell’Inter. “Handanovic è il giocatore che rinnova prima tra Nagatomo, Palacio e Guarin. Per Handanovic siamo davvero vicini, ai dettagli. Nagatomo e Palacio ne discuteremo, c’è la possibilità di rinnovare. Guarin non è in scadenza e Manaj è in prestito con diritto di riscatto a 500.000 euro”, conclude un raggiante Ausilio ospite della Gazzetta.

Ausilio a 360° sul mercato: “Candreva forte ma un sogno, Berardi interista, Pirlo non serve”.

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