Inter, i pro e contro di Candreva

Pubblicato il autore: Fabrizio Caminiti

Thohir carico a pallettoni Nuovi giocatori a gennaio. Spunta Candreva con Biglia e Feghouli
E’ Antonio Candreva il nome nuovo per il reparto offensivo interista. Il giocatore romano è da tempo un pilastro dello schema offensivo laziale, risultando spesso decisivo in fase di realizzazione e costruzione della manovra. Eric Thohir ci sta pensando sul serio e prima di lui Roberto Mancini. Feghouli resta un nome caldo che però non entusiasma l’animo dei tifosi. Candreva è l’elemento che per età, visione di gioco e esperienza in Serie A sarebbe ideale.
Va bene l’entusiasmo iniziale ma bisogna pur sempre ricordarsi che Lotito è una vecchia volpe e alla società nerazzurra di rado ha fatto sconti sui cartellini dei tesserati biancocelesti. I sondaggi e i contatti fra le parti sono cominciati una settimana fa e proseguiti in gran segreto: la missione è quella di parlarne per giugno ma occhio al colpo di scena a gennaio. Tullio Tinti, procuratore dell’esterno offensivo è lo stesso di Ranocchia, e quindi non è fantacalcio pensare a possibili scambi di maglie. Ranocchia non rientra da tempo nei piani interisti e si sta guardando intorno col Milan sempre in agguato. A questa si aggiunge l’ipotesi Lazio che stuzzica non poco la fantasia del centrale azzurro.
L’offerta che si registra da fonti interne è 20 milioni subito cash con contropartita tecnica ( Ranocchia). I soldi non sono pochi ma l’Inter prevede un esborso economico di appena 10 milioni dato che i restanti 10 verranno dal Southampton grazie alla cessione di Alvarez.
Candreva ha il contratto in scadenza nel 2019 senza una clausola rescissoria. Bisogna valutare i pro e i contro di questa scelta tecnico-tattica che sembra essere al momento quella più percorribile dai nerazzurri.

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PRO Candreva è tatticamente duttile. Gioca sia a sinistra che a destra senza avere particolari problemi di fascia. Atleticamente perfetto e palla al piede è inafferrabile. Il controllo di palla è una delle sue doti più spiccate insieme al tiro da fuori. Spesso e volentieri l’ottimo controllo di palla gli consente di poter fare qualche serpentina tra gli avversari e portarsi a tu per tu col portiere. Ottima visione di gioco e attitudine al sacrificio. Candreva ripiega indietro se c’è da dare una mano in difesa ma quando riparte in contropiede crea sempre la superiorità numerica.

CONTRO Il ragazzo è un leader naturale e questo è un bene per lui ma non per la squadra che lo sta inseguendo. L’Inter ha molti leader; da Jovetic a Icardi passando per Melo a Medel e Handanovic. L’esterno azzurro non potrà far sentire la propria voce nello spogliatoio interista quanto lo faceva in quello biancoceleste. Il passato juventino non gioverà anche se dopo tanti anni il ricordo è ormai sbiadito. Quello che invece creerà qualche grattacapo sarà la difficile convivenza con gli altri esterni offensivi interisti e i moduli da attuare. Con i 3 davanti dovrà essere sacrificato uno fra Jovetic e Perisic, non proprio due ragazzini appena promettenti. Icardi resta intoccabile per la fase realizzativa, ma al massimo si potrà spostare Jovetic punta e Candreva e Perisic ale. Senza dimenticare Ljajic e Biabiany in panchina pronti a prendersi un posto negli 11 titolari. L’azzurro avrà parecchia concorrenza e farà chiaramente qualche panchina in più, contando anche che l’Inter non giocherà le coppe.

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