Pirlo all’Inter, sicuri che sia la soluzione giusta?

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

Free-kick-specialist-and-captain-Andrea-Pirlo-hit-the-crossbar-in-injury-time_Può darsi si tratti della classica indiscrezione giornalistica, destinata a finire nel dimenticatoio alla prima smentita ufficiale da parte degli interessati, ma quella del possibile ritorno in Italia di Andrea Pirlo, destinazione Inter, è una di quelle notizie destinate inevitabilmente a far discutere. Uno dei talenti più fulgidi del nostro calcio negli ultimi anni, tra le fila di una delle due capolista della serie A. Un connubio sulla carta esplosivo, ma, appunto, sulla carta. Quanto realmente, una simile ipotesi, potrebbe poi trovare effettivo riscontro sul campo? L’idea è di quelle suggestive, nulla da dire, ma le controindicazioni appaiono, prima facie, non meno consistenti dei (molto) ipotetici benefici scaturenti da una simile operazione. Lasciando perdere l’aspetto economico (si parla di un prestito ed il regista non chiederebbe la luna qualora decidesse di tornare in Italia), sono altre le perplessità legate a questo trasferimento. In primis di natura fisica. Pirlo non è più un ragazzino, a trentasei anni suonati non si può certo pretendere che possa immediatamente calarsi in corso d’opera in una realtà già assemblata da Roberto Mancini secondo una determinata idea di calcio. L’Inter di oggi è una squadra fisica, muscolare, non eccelsa dal punto di vista della qualità, ma sicuramente compatta ed in grado di imbrigliare anche il miglior attacco della serie A, come avvenuto sabato scorso nello scontro diretto del Meazza contro la Roma. L’inserimento di Pirlo altererebbe di certo gli equilibri trovati da Mancini, non avendo più, il regista bresciano, quella velocità di pensiero, prima che di azione, che ne aveva caratterizzato la carriera. La scelta di approdare in un campionato di basso livello (diciamo le cose come stanno) va letta soprattutto in questa direzione. Il primo ad essere consapevole di non poter più reggere a certi livelli è proprio lui.
La MLS è un ottimo cimitero per ex fuoriclasse attratti, oltre che dalla prospettiva di una pensione dorata, dal desiderio di iniziare un’esperienza di vita in un continente come quello americano, in cui il calcio, fatalmente, finisce per diventare una semplice appendice. Pirlo, in estate, è stato un semplice successore dei vari Kakà, Villa, Gerrard, Lampard, non a caso finiti oltreoceano dopo le brillanti performance regalate agli appassionati durante la loro militanza nei più prestigiosi tornei del vecchio continente. Inoltre, trattandosi di un contesto come l’Inter, concepito per un tipo di calcio poco incline a quei movimenti tipici delle squadre in cui Pirlo è stato grande e che egli stesso ha contribuito a rendere grandi, compagini in cui il gioco si fondava prevalentemente sulla qualità degli interpreti, più che sulla loro prestanza fisica, un Pirlo ormai avviato alla conclusione della sua prestigiosa carriera, a 36 anni suonati, saprebbe accendere la luce di un centrocampo i cui componenti non hanno né le caratteristiche, né lo spessore dei vari Seedorf, Ambrosini, Gattuso, Vidal, Marchisio, Pogba etc.? Stesso discorso per gli esterni difensivi, Pirlo ne ha sempre esaltato la forza, ma ha sempre potuto contare su calciatori dotati di particolari qualità non presenti in quelli oggi utilizzati da Mancini.
A favore dell’operazione, potrebbe giocare la volontà del regista di rimettersi in gioco a certi livelli in vista dell’Europeo francese della prossima estate, ultimo grande appuntamento a cui potrebbe partecipare con la maglia della Nazionale. Conte continua a tenerlo in grandissima considerazione e lui stesso è consapevole che basterebbe una mezza stagione a buoni livelli per staccare il biglietto per la competizione continentale. La classe infinita e le giuste motivazioni corroborate dall’ambizione di andare alla conquista dell’ultimo grande trofeo che ancora manca alla usa straordinaria bacheca, autorizzerebbe ad un cauto ottimismo, ma al momento, le controindicazioni sembrano superare i possibili benefici legati ad un ritorno di Pirlo in nerazzurro dopo quasi quindici anni.

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