Il Bayern di Carletto. La lista dei desideri per il prossimo anno

Pubblicato il autore: Ciro Iavazzo

Da Higuain a Verratti, passando per Modric e Dybala; questo il Bayern di Carletto

Il Bayern di CarlettoIl 19 dicembre 2015, è stato annunciato che Carlo Ancelotti siederà sulla panchina del Bayern Monaco, a partire dal 1 luglio 2016, andando a sostituire Pep Guardiola. A più di sei mesi di distanza, si iniziano a fare già le prime analisi su come possa essere il Bayern di Carletto. Diversamente da Guardiola, Ancelotti non predilige un possesso palla estremo. Occorrerà quindi un restyling ai bavaresi: Lewandowsky è fortemente corteggiato dal Real Madrid, e potrebbe lasciare libero uno dei posti più ambiti dagli attaccanti di tutto il mondo. Primo nome individuato da Ancelotti  per sostituirlo è quello di Gonzalo Higuain. L’attaccante argentino sta facendo sognare i tifosi napoletani, avendo raggiunto una maturità psicofisica mai avuta; è in condizione straordinaria e le sue prestazioni non sono di certo passate inosservate. Andrebbe a rinforzare, e forse migliorare, un reparto ed una squadra stellare. Al fianco di Higuain, Carletto avrebbe pensato ad un altro “italiano”, Paulo Dybala, che tanto bene sta facendo alla Juve. Due operazioni però che paiono molto difficili, sia perchè i due calciatori sono dei punti fermi delle società in cui militano, sia perchè sarebbero due trattative estremamente dispendiose, nonostante le casse dei bavaresi siano abbastanza sostanziose. Il Bayern di Carletto avrà bisogno, sicuramente, di due grandi centrocampisti per cambiare stile di gioco, ed  i nomi in cima alla lista dei desideri del nuovo tecnico sono quelli di Verratti e Modric. L’azzurro sta per rinnovare col PSG, ma  potrebbe anche cedere alle lusinghe di Ancelotti, che fortemente lo volle e lo lanciò sotto la Tour Eiffel. Modric, stufo di Madrid e già allenato dal tecnico italiano in passato, sarebbe una grande occasione per il Bayern, e potrebbe rientrare nella possibile trattativa che le merengues imbastiranno, in estate, per Lewandowsky.

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