Mercato: “brocchi” a Roma, fenomeni altrove

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui

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Roma calcistica, quando si tratta di mercato diventa leggendaria e mitica come da quando è stata fondata. I miti e le leggende che sono racconti antichi si tramandano attraverso i secoli, divenendo un vero e proprio patrimonio culturale di un popolo che le “subisce”. Roma che ha annoverato tra i suoi oratori: Romolo e RemoEnea; Scevola; Orazio; Pasquino; etc. non può lesinarsi dal subire il fascino delle “storie” ormai metropolitane che ancora circolano nell’Urbe specialmente in chiave calcistica. Sembra che i calciatori che arrivino a Roma con (chi più chi meno) squilli di tromba, e non lasciano il segno siano destinati a diventare dei “fenomeni” altrove. Destro e Ljajic (al momento) su tutti, che si sono tolti qualche sassolino dalle scarpe rilasciando dichiarazioni sulla società giallorossa (insieme a Burdisso e Borriello) forse perchè si avvicina il periodo natalizio è bisogna essere tutti più buoni. Tutti conoscono la “leggenda” della monetina che gettata dando le spalle alla Fontana di Trevi, assicura un ritorno a Roma, sicuramente la conoscono anche i sopra citati calciatori che forse sperano in un viaggio di ritorno quantomeno improbabile. A rigor di logica potremo ricordare anche Artur pessimo portiere all’ombra del Cupolone ma capace di fare fortuna in una modesta squadra portoghese (Braga) arrivando in finale di Europa League e sparando a zero sulla Roma. Ma sfatando i “miti” potremo ricordare tantissimi calciatori, che arrivati con accoglienze degne di un imperatore non hanno lasciato il benchè minimo segno, ne prima ne dopo essere passati per la capitale: da Renato ad Aleinichev; da Cicinho a Julio Baptista; da Osvaldo a Menez; da Mancini a Vagner; etc etc etc anche questi come tanti altri a creare “miti” e “leggende” calcistico-metropolitane.

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