Mercato Roma, Sabatini quanti errori con i giovani

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla

mercato_roma
Aria burrascosa in casa giallorossa nonostante il passaggio agli ottavi di finale di Champions League. Tra le liti di Pallotta praticampente contro tutti ( tifosi, Prefetto e Commissario cittadino), uno stadio sempre più desolatamente vuoto, la panchina di Garcia in costante bilico e la crisi di gioco che attanaglia la squadra non sembra esserci pace a Trigoria. Eppure in fin dei conti la situazione non è delle peggiori, con la squadra in piena lotta su tutti i fronti e l’infermieria che pare si stia svuotando. I motivi di queste tensioni quindi sembrano essere alla base e quindi, per non farci mancare nulla, ne vogliamo aggiungere  un’altro : il mercato Roma condotto da Walter Sabatini. Sull’argomento fiumi d’inchiostro sono stati già versati ma, le recenti statistiche sull’età media dei giocatori nei vari campionati, con la Serie A al penultimo posto dietro la Turchia con 27,3 anni di media, devono aprire un interessante ulteriore fronte di dibattito. E di polemica anche.

Leggi anche:  Che squadra tifa Giorgia Meloni? Il misterioso cambio della futura Premier

Da molti Walter Sabatini è considerato un vero e proprio santone, con quell’aria di chi abbia passato costantemente lunghe notti in bianco a visionare nuovi possibili talenti, invece nell’ultima sessione di mercato ha sbagliato profondamente. Il voler cercare un capro espiatorio a tutti i costi non è mai una cosa degna di merito, ma se un dirigente di una delle maggiori squadre italiane, pagato profumatamente del resto, si pensa abbia commesso gravi errori è giusto che si sottolinei la cosa. La Roma ha uno dei più floridi settori giovanili nazionali, la spina dorsale dell’attuale rosa è formata da prodotti del vivaio, Totti, De Rossi e Florenzi, ma altrettanti sono stati lasciare andare via troppo frettolosamente per ricavare plusvalenze per avere poi soldi freschi da usare nel mercato per comprare giocatori di dubbio rendimento.

Lasciando perdere gli anni passati concentriamoci solo nell’ultima sessione di mercato. In primis c’è l’affare Romagnoli. Sabatini sicuramente ha ceduto in maniera molto remunerativa il difensore centrale al Milan, con molti che gridavano all’affarone fatto dai giallorossi, però ora alla lunga la Roma si sta scoprendo scoperta in quel ruolo, con i tanti gol subiti in più rispetto alla scorsa stagione che suonano da vero campanello d’allarme. Castan non può essere al meglio per i noti problemi, Rudiger ( pagato quattro milioni per il prestito più nove per l’eventuale riscatto) non da garanzie, poi ci sarebbe Gyomber che un giorno il Ds ci spiegherà il motivo dell’acquisto. Con a fianco Manolas, giocatore di sicuro affidamento,  Romagnoli sarebbe potuto crescere ed anche le caratteristiche di entrambi si sarebbero potute perfettamente amalgamare. Primo errore.

Leggi anche:  Federico Dimarco rivendica: "Abbiamo dominato, meritavamo la vittoria"

A centrocampo poi la musica è la stessa, con un talento come Viviani lasciato partire verso Verona, anche se i giallorossi possono sempre riscattarlo a suon di milioni di Euro, con lo stesso discorso che vale per Pellegrini e l’esterno offensivo Politano ora al Sassuolo. Le varie esperienze di prestito in Serie B hanno dato esperienza ai ragazzi, che ora dovevano essere inseriti in prima squadra così come è successo per Florenzi. Tutti i soldi spesi per Iturbe potevano essere risparmiati dando fiducia a Politano, allo stesso tempo l’oggetto misterioso Vainqueur non sembra valere assolutamente il talento di Viviani e Pellegrini a metà campo. Il Barcellona che mercoledì sera ha dato la qualificazione in Champions ai giallorossi era piena a Leverkusen di ragazzi della cantera affiancati a fuoriclasse come Messi e Rakitic. Questo è quello che deve fare un club per far crescere i propri giovani, non venderli appena possono per portare in cassa soldi da investire in stranieri dal dubbio rendimento.

  •   
  •  
  •  
  •