Alberto Paloschi: la Premier League per uscire definitivamente dall’indifferenza?

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Dopo nove anni come professionista in Serie A, Alberto Paloschi ha deciso di lasciare il nostro campionato e provare l’avventura in Premier League con lo Swansea del neo tecnico Alberto Guidolin. Fa valigie, quindi, uno  dei giocatori che a inizio carriera, era stato definito come tra i più promettenti giovani in Europa, anche da testate internazionali, nomea, che tuttavia, nel corso degli anni, è un pò sbiadita.
Il ventiseienne originario di Chiari, aveva attratto l’attenzione di sé quando nel 2007, aveva debuttato con la prima squadra del Milan (il club di via Turati lo aveva tesserato nel primi anni 2000), quando non ancora maggiorenne andò a segno in Coppa Italia nel match perso dai rossoneri  in casa contro il Catania. Si ripeté in altre occasioni in quel torneo e in campionato. Ormai, secondo alcuni, era già un predestinato e gli accostamenti ad altri ragazzini divenuti in seguito campioni, come Del Piero (anche se fisicamente sono differenti), iniziavano a nascere.
Tuttavia, la non fiducia cronica dei club italiani nei confronti dei giovani e l’arrivo di Ronaldinho  nel 2007 a Milano,  che si aggiungeva a un reparto già “corposo” formato tra gli altri da nomi blasonati come Gilardino e Kakà spinsero Alberto Paloschi ad accettare l’interessamento di altri club, come il Parma. Con la formula della comproprietà, il talento arriva nella città emiliana accompagnato da grande interesse. Si adatta rapidamente segnando all’esordio, ma non esplode a causa di periodi altalenanti dovuti soprattutto a problemi fisici e lunghi stop. L’inattività lo porta a perdere quel tempo che invece aveva bruciato all’inizio. Tuttavia, raggiunge comunque importanti traguardi come la convocazione nell’Under 21 (anche se abbastanza scontata) e premi a livello personale come giovane più promettente del campionato.  Il bilancio finale nella sua esperienza emiliana è risultato non eccezionale con 15 “centri” in 57 presenze.
Un altro aspetto limitante nella carriera di Alberto Paloschi ha riguardato la resistenza, per certi incomprensibile, da parte del Milan di riprenderlo, anche in periodi in cui gli attaccanti scarseggiavano o quelli presenti non garantivano sempre buone prestazioni. Il club di Silvio Berlusconi ha sempre preferito nomi nettamente più affermati, e non importa se questi abbiano avuto un età anagrafica già avanzata quando vestivano la maglia rossonera.  Inzaghi diede molto in passato e quindi non si poteva pretendere che lasciasse il posto a un ragazzino, seppur talentuoso, ma ritorni di Ronaldo (il brasiliano) fuori forma, di Kakà, non più giovanissimo, e recentemente lo stesso Torres, in fase di declino, sono state scelte mosse più dal marketing che da ragioni tecniche. Decisioni che hanno chiuso sempre le porte a Paloschi, il quale, invece aveva maledettamente bisogno di un grande club, fondamentale per essere notato anche in Nazionale. Infatti, il rapporto con la maglia azzurra si è sempre limitato a degli “stage” sia con Prandelli che con Antonio Conte, e nelle grandi competizioni, si è preferito puntare su nomi che non hanno affatto dimostrato di essere superiori all’ex attaccante del Chievo, anzi.
Ora, inizia una nuova vita per Alberto Paloschi, o almeno si spera che sia davvero così. Il contesto è l’ideale, ossia la Premier League, la squadra ha bisogno di gente che ha fame e voglia di mettersi in mostra per risalire la china e l’allenatore sa il fatto il suo in merito a come motivare i propri giocatori. E chissà, potrà arrivare anche una chiamata da Coverciano, e questa volta, non solo per i soliti stage.

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Eriksen-Inter: ecco quanto hanno sborsato i nerazzurri per acquistarlo
Tags: